Moto strage: week end d’estate fanno 185 morti. Killer: sorpassi, pieghe, smartphone

di Redazione Blitz
Pubblicato il 12 Settembre 2019 13:15 | Ultimo aggiornamento: 12 Settembre 2019 13:15
Moto strage continua: week end d'estate fanno 185 morti. Killer: sorpassi, pieghe, smartphone

Incidente di moto nella foto Ansa

ROMA – Moto strage, di moto si è morti in cinque al giorno nei week-end dell’estate: 39 giorni in tutto è la somma dei fine settimana di giugno, luglio e agosto, 185 sono stati i morti. Per l’esattezza: 70 morti a giugno, 45 a luglio, 70 ad agosto. Non in tutto giugno, luglio e agosto. Cinque morti al giorno solo e soltanto nei fine settimana dei tre mesi dell’estate.

Perché si muore così tanto in moto sulle strade italiane? La prima risposta è perché si muore tanto sulle strade italiane, e non solo in moto. Circa dieci morti al giorno è la media. Gli incidenti mortali avevano visto qualche anno fa una leggera diminuzione (era il tempo della nascita e sviluppo della patente a punti). Poi la risalita del numero dei morti. Quindi anche del numero dei morti in moto.

La seconda risposta della grande e crescente mortalità nelle strade italiane è che nelle strade italiane chi guida qualunque cosa a motore (anche in bici) fa come gli pare e ritiene di avere il diritto di fare come gli pare. Autostrade: limiti velocità mal rispettati e distanze di sicurezza ignorate dai più. Pneumatici: fuori efficienza almeno il 30/40 per cento delle auto. Tir: percorrenze allungate oltre i limiti di legge e sicurezza. Parco veicoli: mediamente vecchio. Revisioni a scadenza: burocratiche e solo sulla carta, vissute e praticate come tassa e non come garanzia collettiva…

Ma soprattutto e più di tutto lo smartphone. L’italiano/italiana non solo parla al telefono mentre guida, di più lo smartphone lo accudisce e controlla con la mente e lo sguardo. Lo smartphone cattura e assorbe l’attenzione del guidatore (su quattro e anche su due ruote). Ai semafori è tutto in chinare la testa e messaggiare e poi si prosegue a messaggiare anche quando si è ripartiti. Ai messaggi si presta attenzioni e si risponde anche mentre si viaggia a 40 oppure 60 oppure 80 o 120 l’ora. Ed è come chiudere gli occhi continuando a guidare per cinque, dieci secondi a 40, 80, 120 l’ora. Peggio di quello che possa fare alla guida un ubriaco o un drogato.

Dei dieci morti al giorno sulle strade italiane cinque muoiono, cadono vittime della tossico dipendenza da smartphone.