Cronaca Italia

Mozzarelle blu, ancora sequestri a Cuneo: via a una rogatoria dall’Italia

Non si riesce a scrivere, neppure abbozzare, la parola ”fine” alla vicenda delle mozzarelle blu tanto da far dire alla dottoressa Maria Caramelli, direttore dell’ istituto zooprofilattico di Torino, che questa brutta storia ha dei tempi ”incredibili, logicamente impensabili”.

Continuano infatti i sequestri di formaggi prodotti dalla Milchewerk Jager, azienda che non cessa la produzione in quanto l’autorità tedesca non ne ha per il momento ordinato il blocco. E’ di ieri l’ultimo sequestro in un discount nel cuneese di un formaggio a pasta filata ma di genere diverso dalle mozzarelle, sempre prodotto dalla stessa azienda tedesca, chiamato ”Primo prato”, anche questo risultato contenere il batterio Pseudomonas fluorescens, responsabile della colorazione blu di questi latticini incriminati.

Non solo, gli esami sui prodotti sequestrati negli ultimi tempi, eseguiti dall’ Istituto Zooprofilattico di Torino hanno anche individuato, in una mozzarella blu, la presenza di un altro batterio, il Bacillus cereus, molto più nocivo del Pseudomonas, e che può provocare anche gravi disturbi all’apparato dirigente, soprattutto dei bambini e degli anziani.

Del ritrovamento nel discount di Scarnafigi (Cuneo) del nuovo tipo di formaggio a pasta filata anche lui infettato dal batterio che provoca la pigmentazione blu a contatto con l’ossigeno, è già stato messo al corrente il ministero della Salute con il quale la Procura di Torino sta lavorando in piena sintonia di intenti.

Si prevedono nuove disposizioni in proposito. Intanto la Procura di Torino lunedì farà partire una rogatoria presso l’autorità giudiziaria tedesca perchè si adoperi al fine di accertare lo stato attuale della situazione relativa alla produzione della Milchwerk Jager, ma anche la situazione passata in quanto risulterebbe, e questo sarebbe un caso grave secondo gli inquirenti italiani, che una prima segnalazione di mozzarella blu sia arrivata ai vertici aziendali già nel dicembre del 2009.

La scoperta del formaggio fluorescente venduto con marchi italiani ma prodotto nello stesso stabilimento tedesco della mozzarella blu ”rende ancora più scandaloso il mancato stop alla produzione annunciato dall’Unione Europea, ma smentito dall’azienda MilckWerc jager, che ha provocato allarmi in tutta Europa”.

E’ quanto afferma in una nota la Coldiretti, che parla in questo caso di ”omerta”’. Le indagini in corso, ricorda la Coldiretti, sembrano aver verificato la presenza in commercio di formaggio a pasta filata tedesco contaminato dal batterio Pseudomonas fluorescens e venduto con nome italiano ‘Primo prato’, ”con inganno per i consumatori e gravi danni di immagine per gli allevatori italiani.

Ancora più preoccupante – prosegue l’organizzazione agricola – è il fatto che il primo allarme sulla presenza di prodotti caseari contaminati sembra essere giunto nel dicembre 2009 per segnalazione di una gente commerciale italiano ed e’ stato completamente ignorato per un periodo di oltre sei mesi”.

Dalle frontiere italiane, denuncia la Coldiretti, passano ogni giorno 3,5 milioni di litri di latte sterile, semilavorati, cagliate e polveri di caseina per essere imbustati o trasformati industrialmente e diventare ”magicamente” mozzarelle, formaggi o latte italiani, all’insaputa dei consumatori.

To Top