Mps, inchiesta Antonveneta: pm chiede rinvio a giudizio per Mussari e altri 6

di Domenico Mugnaini
Pubblicato il 3 ottobre 2013 1:08 | Ultimo aggiornamento: 3 ottobre 2013 1:08

Mps, inchiesta Antonveneta: pm chiede rinvio a giudizio per Mussari e altri 6SIENA – Nuova richiesta di rinvio a giudizio per l’ex presidente di Banca Monte dei Paschi Giuseppe Mussari che, il 30 luglio scorso, aveva ricevuto l’avviso di conclusione indagini per l’inchiesta principale sull’acquisizione di Antonveneta. Con Mussari i pm Antonino Nastasi, Aldo Natalini e Giuseppe Grosso, titolari dell’inchiesta, hanno chiesto il rinvio a giudizio anche per altre 6 persone e per la banca d’affari JP Morgan.

Esce invece dall’inchiesta principale Banca Mps che come JP Morgan era stata indagata in base alla legge 231 sulla responsabilità civile delle imprese: secondo fonti giudiziarie nel corso degli anni fu ”danneggiata” e ”non favorita” dal comportamento di chi la guidava con ”interessi egoistici e di altri”.

Al gup i magistrati hanno invece chiesto l’archiviazione delle posizioni di Marco Morelli, ex Cfo, e del vice direttore generale Fabrizio Rossi. Oltre Mussari e Jp Morgan i magistrati hanno chiesto il rinvio a giudizio dell’ex dg Antonio Vigni, dell’ex Cfo Daniele Pirondini, del responsabile dell’ufficio legale Raffaele Giovanni Rizzi, e degli ex componenti del collegio sindacale Tommaso Di Tanno (presidente), Pietro Fabretti e Leonardo Pizzichi. I reati contestati, a vario titolo, vanno dalla manipolazione del mercato all’ostacolo all’autorità di vigilanza, fino alle false comunicazioni sociali.

A Mussari, inoltre, viene contestato anche l’insider trading: quando era appena stata chiusa l’operazione con il banco Santander, da cui Mps comprò Antoneveneta per 9,3 miliardi di euro, l’ex presidente avrebbe telefonato all’ex sindaco di Siena Maurizio Cenni, all’ex presidente della Provincia Fabio Ceccherini e al responsabile investment banking di JP Morgan, Enrico Bombieri. Come previsto dalla legge 231 saranno gli stessi pm a scrivere il decreto di archiviazione per Mps: secondo quanto si apprende dovrebbe essere depositato entro pochi giorni.

L’inchiesta era partita dal Fresh da 1 miliardo riservato a JP Morgan che, per l’accusa era un vero e proprio prestito e non un aumento di capitale, deciso da Mps per completare l’acquisizione di Antoneveneta. Il 9 maggio 2012 la Guardia di Finanza entrò al Monte, alla Fondazione Mps, nelle sedi di Comune e Provincia di Siena , in altre 11 banche e nelle abitazioni di diversi soggetti interessati. L’operazione sul Fresh, inoltre, sempre secondo i magistrati, non venne rappresentata ai ”soci” nel bilancio 2008.

In serata Jp Morgan ha diffuso una nota dove difende il suo operato e quello dei suoi dipendenti che, si legge nella nota, hanno ”agito in modo del tutto corretto e appropriato”. ”Difenderemo con forza il nostro operato” conclude la banca d’affari precisando che ”l’indemnity, che e’ stata efficace solo pochi giorni, non e’ mai stata azionata e non ha determinato alcun vantaggio per Jp Morgan o per i suoi dipendenti”.

Con le richieste di rinvio a giudizio si è un po’ alleggerita la posizione degli ex componenti del collegio sindacale, almeno rispetto alla notifica degli atti di conclusione delle indagini del 30 luglio scorso. Proprio oggi, infatti, un nuovo reato, ”ostacolo all’attività di vigilanza in concorso mediante induzione in errore del collegio sindacale” per il quale fino ad ora erano accusati i sindaci, è stato contestato in concorso a Vigni, Pirondini e all’avvocato Michele Alberto Crisostomo, il consulente esterno di Mps che per l’accusa avrebbe nascosto ai sindaci, e quindi all’Autorità di vigilanza, la lettera di indemnity sottoscritta da Rocca Salimbeni con JP Morgan.

Vigni Pirondini e Crisostomo (entrato nell’inchiesta nelle ultime settimane) hanno 20 giorni per chiedere di essere sentiti dopo di che partiranno le richieste di rinvio a giudizio. E’ quasi certo che il procedimento verrà poi riunito davanti al gup con il 415bis del 30 luglio. Le nuove richieste arrivano proprio alla vigilia della seconda udienza del primo processo per l’inchiesta sul Monte, in programma domani, che vede sul banco degli imputati Mussari, Vigni e l’ex capo responsabile dell’area finanza Gianluca Baldassarri. Per loro l’accusa è di aver ”occultato” il contratto di mandate agreement stipulato da Mps con i giapponesi di Nomura per la ristrutturazione del derivato Alexandria.