Mps. Briamonti e Gorgoni perquisiti, sequestro 6mln € a Baldassarri e altri

Pubblicato il 5 Marzo 2013 9:53 | Ultimo aggiornamento: 5 Marzo 2013 11:11
Mps, perquisizioni membri del Cda della banca tra Torino e Lecce

Mps, perquisizioni membri del Cda della banca tra Torino e Lecce (Foto LaPresse)

TORINO – I domicili di Michele Briamonti e Lorenzo Gorgoni, consiglieri del Cda della Banca Monte dei Paschi di Siena, sono stati perquisiti la mattina del 5 marzo a Torino, Milano e Lecce. Le perquisizioni riguardano il nuovo filone d’inchiesta della Procura di Siena che indaga sull’ipotesi di insider trading.

Nell’inchiesta per associazione per delinquere finalizzata alla truffa ai danni di Mps, i finanzieri del nucleo speciale di polizia valutaria della Guardia di Finanza hanno sequestrato il 5 marzo somme e titoli per circa 6 milioni di euro.

Briamonti e Gorgoni non risultano comunque iscritti nel registro degli indagati. Lo scorso 19 febbraio la Guardia di Finanza ha perquisito le abitazioni private dell’ex presidente della Banca Mps, Giuseppe Mussari, e dell’ex direttore generale Antonio Vigni.

I fatti oggetto per la nuova inchiesta, per ora a carico di ignoti, per insider trading, si riferiscono alla fuga di notizie avvenute nei giorni scorsi relative a decisioni prese dal Cda della Banca Mps e diffuse anche attraverso la stampa.

Secondo quanto si apprende il nuovo filone di inchiesta è sempre condotto dai pm senesi Antonino Nastasi, Aldo Natalini e Giuseppe Grosso, titolari dell’inchiesta sull’acquisizione di Antonveneta da parte del Monte dei Paschi.

La somma dei 6 milioni di euro sequestrati  risultata nella disponibilità dell’ex capo dell’ area finanza di Mps, Gian Luca Baldassarri (arrestato nel corso dell’ inchiesta), del suo vice Alessandro Toccafondi, e di altre due persone coinvolte nell’inchiesta, David Ionni e Antonio Pantalena.

Il denaro è stato trovato dopo segnalazioni per operazioni sospette ai fini della prevenzione del riciclaggio. I provvedimenti di sequestro sono stati firmati dai magistrati della Procura di Siena. Nel corso delle indagini erano già stati disposti sequestri di denaro a carico di alcuni indagati.