Mps, truffa da 47 milioni. Decine di perquisizioni in tutta Italia

di Redazione Blitz
Pubblicato il 24 febbraio 2014 8:48 | Ultimo aggiornamento: 24 febbraio 2014 9:15
Mps, decine di perquisizioni in tutta Italia

La sede di Mps, a Rocca Salimbeni, Siena (Foto Lapresse)

ROMA – Monte dei Paschi di Siena, all’alba di lunedì 24 febbraio sono scattate decine di perquisizioni da parte della Guardia di Finanza in varie regioni d’Italia per l’inchiesta sulla truffa da 47 milioni ai danni della banca senese. 

Le indagini riguardano la cosiddetta ‘banda del 5 per cento’, chiamata in questo modo perché su ogni operazione significativa pretendeva tale percentuale. Tra gli 11 indagati dell’inchiesta ci sono Gianluca Baldassarre, ex responsabile dell’area Finanza di Mps, il suo vice Alessandro Toccafondi, l’ex responsabile della filiale di Londra della banca senese Matteo Pontone, e Antonio Pantalena, anche lui ex funzionario Mps.

Sono inoltre indagati Fabrizio Cerasani, socio fondatore e direttore della società Enigma Securities di Londra e legale rappresentante in Italia, e tre brokers della stessa società, Maurizio Fabris, David Ionni e Luca Borrone. Ruoli più defilati avrebbero avuto altre tre persone.

Ad alcuni degli indagati lo scorso anno erano state sequestrate somme di denaro per un totale di circa 40 milioni di euro. I nomi di alcuni brokers, ora coinvolti nelle indagini, erano emersi con riferimento a scudi fiscali effettuati negli anni 2009-2010 mediante il Monte dei Paschi di Siena, il cui provento era stato poi trasferito su conti correnti e dossier titoli accesi presso Allianz Bank Advisor spa. Gli inquirenti avevano subito sospettato che i brokers fossero stati in contatto, direttamente o indirettamente, con gli ex vertici di Mps coinvolti nell’inchiesta

Le indagini derivano dal filone principale dell’inchiesta che ha riguardato gli ex vertici dell’istituto senese. Nell’inchiesta ci sono 11 indagati tra ex funzionari della banca e broker finanziari. La magistratura procede per associazione per delinquere aggravata finalizzata alla truffa ai danni della banca senese, che è dunque parte lesa nel procedimento. 

Il raggiro sarebbe avvenuto attraverso movimenti di denaro su vari conti correnti intestati a società e fiduciarie con sedi in Paesi offshore.