Muggiò: 72enne uccide figlio tossicodipendente dopo una lite, poi confessa

di Redazione Blitz
Pubblicato il 9 dicembre 2018 13:17 | Ultimo aggiornamento: 9 dicembre 2018 19:52
Muggiò (Monza Brianza): 72enne uccide figlio tossicodipendente dopo una lite, poi confessa

Muggiò: 72enne uccide figlio tossicodipendente dopo una lite, poi confessa (foto d’archivio Ansa)

MUGGIO’ – Un tossicodipendente di 48 anni, Gianluca Colleoni, è stato ucciso dal padre, di 72, in una lite avvenuta la mattina di domenica 9 dicembre in un appartamento a Muggiò, paese in provincia di Monza e Brianza. Il 72enne ha picchiato il figlio con un pestacarne. Poi ha chiamato il 112 e ha confessato l’omicidio. Il pensionato è stato sottoposto a fermo.

Poche ore prima il figlio aveva avuto un piccolo incidente in macchina, di ritorno dalla nottata trascorsa fuori.

Choc nel quartiere di villini a schiera dove la famiglia Colleoni viveva da decenni. “A volte lo sentivamo urlare, ma non era un uomo violento”, ha dichiarato una vicina di casa, parlando della vittima. Secondo quanto ricostruito dai carabinieri di Muggiò (Monza), le indagini sono coordinate dal Pm di Monza Stefania Di Tullio, intorno alle 7 e 30 Gianluca ha telefonato ai suoi genitori, con i quali era tornato ad abitare dopo aver chiuso il rapporto con la madre di suo figlio, 8 anni, chiedendo loro aiuto. Rientrando dalla nottata trascorsa fuori era andato a sbattere con l’auto contro un muretto. Recuperato e portato a casa dal padre, è andato a dormire. Quando si è svegliato, intorno alle 11, la madre fuori casa, il 48 enne si è trovato a fronteggiare il genitore, arrabbiato per la sua ennesima bravata.

Gianluca Colleoni, padre a sua volta di un bambino di 8 anni avuto da una relazione conclusa da tempo, aveva problemi di droga, alcol e denaro sperperato. Sarebbero stati proprio i suoi problemi a scatenare l’ennesima discussione con il genitore.

Tra i due la lite si è infiammata in un attimo, da dentro casa è proseguita in giardino, dove il 72 enne ha colpito il figlio varie volte con l’arnese da cucina, almeno tre alla nuca. Lasciato il figlio esanime a terra, in una pozza di sangue, Mario Colleoni ha telefonato al numero di emergenza: “Venite, ho ucciso mio figlio”. Poi ha atteso in casa l’arrivo dei carabinieri.