Multe, scippo 5-10 euro per quell’inutile seconda raccomandata

di Alessandro Camilli
Pubblicato il 21 Giugno 2019 9:11 | Ultimo aggiornamento: 21 Giugno 2019 11:13
Multe, scippo 5-10 euro per quell'inutile seconda raccomandata

Multe, scippo 5-10 euro per quell’inutile seconda raccomandata

ROMA – Multe, quello scippo da 5-10 euro… Avete presente la lettera con cui vi comunicano che avete ricevuto una multa? Quella tanto ridondante quanto inutile dal punto di vista pratico comunicazione che arriva a casa qualche giorno dopo la multa, se a riceverla non siete stati voi in persona ma il portiere o chiunque altro? Ecco, quella comunicazione inutile, da una settimana circa, ci costa il 40% in più. Un aumento, approvato dall’Agcom, che fa lievitare in alcuni casi le spese di notifica sino a farle diventare più pesanti della sanzione stessa. Eppure con una casella di posta certificata…

L’aumento è scattato lunedì 10 giugno, quando sono state ritoccate le tariffe applicate per la spedizione delle raccomandate sotto i 20 grammi, salite da 6,80 a 9,50 euro. Poco meno di 10 euro per ricevere la lettera con la multa. Un rincaro del 40% che per molti cittadini suona come una beffa, o come una gabella accessoria, ma che ha ricevuto il via libera dall’Agcom ed è per questo più che legittimo. Un rincaro che trova la propria origine, e giustificazione, proprio nel proliferare e moltiplicarsi di comunicazioni che per l’utente finale sono sostanzialmente inutili, seppur formalmente necessarie.

Le Poste, infatti, devono spedire più verbali a chi commette infrazioni stradali e viene sanzionato. Quando la raccomandata con la multa viene ritirata da una persona diversa dal destinatario, per esempio il già citato portiere, dopo pochi giorni le Poste inviano una seconda raccomandata, senza ricevuta di ritorno, con la quale comunicano la consegna della multa alla persona che in quel momento era in casa. Pensate sempre al portiere che vi ha dato la multa e una settimana dopo vi darà anche la raccomandata che dice che la prima l’ha ricevuta lui. Questa seconda raccomandata si chiama Can (Comunicazione di avvenuta notifica) ed era stata abolita dalla legge di bilancio del 2018, ma nel 2019 è stata reintrodotta.

Nel caso in cui, invece, né il destinatario della multa né altre persone erano in casa al momento della consegna, le Poste inviano sempre un’altra raccomandata, in questo caso la Cad (Comunicazione di avvenuto deposito), con cui avvisano che l’atto non è stato ritirato perché nessuno era in casa. Un sistema che, come è facile intuire, risulta complesso e che, di conseguenza, ha il suo costo. Ma mentre il secondo caso ha un’utilità evidente, il primo risulta il più delle volte ridondante.

Utili o no queste spedizioni costano e, dal 10 giugno, sempre più salate. Per la notifica di una multa stradale, come ha calcolato l’Unione Nazionale Consumatori (UNC), si può ora arrivare a pagare in alcune città tra i 18 e i 20 euro. Con il paradosso che in alcuni casi le tariffe di spedizione possono addirittura superare o essere pari a quelle delle multe stradali. Questo per esempio nel caso delle sanzioni minori, come quelle per divieto di sosta, il cui importo di 42 euro può scendere a 29,40 euro se si paga entro cinque giorni, applicando lo sconto del 30% previsto dalla legge.

Eppure oltre al Parlamento che apparentemente inspiegabilmente ha reintrodotto anche le notifiche meno utili, potremmo anche da soli liberarci da questo costo che non è ormai solo accessorio. Basterebbe infatti aprire e registrare una casella di posta elettronica certificata e farsi notificare la sanzione direttamente via e-mail. In questo caso si pagherebbe il canone per la Pec (la maggioranza sono a pagamento ma ad un costo di pochi euro l’anno) e non si riceverebbero raccomandate cartacee e, di conseguenza, si eviterebbe di pagare le spese di notifica.