“Museo Volterra ci negò sconto famiglia”: coppia gay con figlio su Tripadvisor

di Redazione Blitz
Pubblicato il 5 ottobre 2013 1:36 | Ultimo aggiornamento: 5 ottobre 2013 1:37

"Museo Volterra ci negò sconto famiglia": coppia gay con figlio su TripadvisorVOLTERRA – “Niente sconto famiglia per le coppie gay con figli. Il museo Guarnacci di Volterra è un’istituzione omofoba”. Una coppia omosessuale di Chicago sfoga così la sua frustrazione su Tripadvisor, sito dove gli utenti possono commentare strutture turistiche senza censure. Secondo la denuncia della coppia, che rimane solo sul web, il museo gli avrebbe negato lo sconto famiglia perché gay. Il museo smentisce l’episodio e si difende: “Il commento non è firmato, la veridicità è da mettere in dubbio”.

Pierpaolo Corradini sul Corriere della Sera riporta il post dal titolo “un’istituzione omofoba” apparso su Tripadvisor:

“«Entrando nel museo – racconta la coppia – abbiamo letto i prezzi e gli sconti. Abituati all’idea di famiglia che vige a Chicago, essendo due adulti con un bambino, abbiamo chiesto un «biglietto famiglia». Ma la donna che stava dietro al banco della biglietteria si è arrabbiata con noi e ci ha urlato in italiano che una famiglia è formata da un padre e una madre, non da due uomini. Dopo di che lei ha girato la testa e si è interrotta la comunicazione»”.

Ma il museo spiega che lo sconto spetta ad adulti con bambino, non fa riferimento alla famiglia. Il Comune di Volterra, che gestisce il museo, ha dichiarato:

“«Il post che gira in rete – dicono dal Comune – non è firmato e come foto riporta quella di un cagnolino, per cui risulta molto difficile verificarne l’autenticità. Certo nei prossimi giorni faremo tutte le verifiche del caso per capire se e cosa è accaduto. Sicuramente il regolamento del museo prevede la riduzione del biglietto famiglia per «due adulti e tre giovani tra i 6 e i 18 anni» dunque non è in alcun modo discriminante»”.

Marco Buselli, sindaco di Volterra, ha commentato:

“«L’accoglienza e l’ospitalità sono da secoli tratti distintivi della nostra comunità. Il nostro regolamento non entra nel merito di questioni di genere, ma parla genericamente di bambini accompagnati da adulti, per cui non esiste la possibilità che qualcuno possa essere discriminato. Pertanto l’episodio, di cui peraltro non ci è pervenuta segnalazione ufficiale, qualora si sia verificato è esclusivamente da ricondurre ad un’interpretazione non richiesta da parte di un operatore»”.