Mutuo negato a coppia gay: non siete marito e moglie

Pubblicato il 14 Febbraio 2013 9:15 | Ultimo aggiornamento: 14 Febbraio 2013 9:16
Mutuo negato a coppia gay: non siete marito e moglie

Mutuo negato a coppia gay: non siete marito e moglie

PORDENONE – “Convivete come sposati ma non siete come marito e moglie”: niente mutuo alla coppia gay. Anche se per il Comune (di Pordenone, in questa vicenda raccontata da Repubblica), visto che convivono, sono una “famiglia anagrafica basata su vincolo affettivo”.

Nel maggio del 2011, ricostruisce Repubblica, Marco e Giovanni, 35 anni e insieme da sette, decidono di comprare casa. Lo fanno anche perché in Friuli c’è il “contributo prima casa” della Regione, un aiuto a fondo perduto di 17mila euro. Loro vi possono accedere perché, come recita il regolamento regionale, quel contributo può andare a “persone maggiorenni in forma singola oppure associate qualora si tratti di coniugi o di conviventi more uxorio, ovvero di coppia intenzionata a contrarre matrimonio o a convivere more uxorio”. E Marco e Giovanni, appunto, vivono more uxorio, cioè come se fossero sposati.

Nell’ottobre 2012 Marco e Giovanni presentano la richiesta. Ma la risposta della Banca Mediocredito del Friuli Venezia Giulia, titolare della convenzione con la Regione per l’erogazione dei contributi per la prima casa, respinge la domanda. Secondo la Banca, riporta Repubblica con tanto di foto della lettera, Marco e Giovanni non rispondono al requisito di “conviventi more uxorio”.

Nella lettera viene persino aggiunto che, se la domanda fosse stata presentata dai due giovani in quanto singoli cittadini sarebbe stata quasi certamente accettata. Così Marco e Giovanni hanno raccontato quello che era loro successo a Giacomo Deperu, presidente dell’Acrigay Friuli. “Ci è sembrata da subito una discriminazione, oltretutto basata su una contraddizione evidente”.

La questione passa nelle mani di un avvocato, Francesco Furlan. La richiesta viene comunque respinta. L’Arcigay Friuli ha deciso di fare causa alla stessa Regione impugnando il documento al Tar. Se il Tribunale regionale amministrativo del Friuli bocciasse l’interpretazione si creerebbe un precedente per tutte le coppie gay.