Nanto, Albano Cassol, rapinatore ucciso: pompe funebri pagate dal Comune

di Redazione Blitz
Pubblicato il 18 febbraio 2015 12:27 | Ultimo aggiornamento: 18 febbraio 2015 12:31
Nanto, Albano Cassol, rapinatore ucciso: pompe funebri pagate dal Comune

Nanto, Albano Cassol, rapinatore ucciso: pompe funebri pagate dal Comune

NANTO (VICENZA)  – Ucciso mentre rapinava una gioielleria, ha le pompe funebri pagate dal Comune, scrive Andrea Priante sul Corriere Veneto. Albano Cassol è morto il 3 febbraio, ammazzato da un colpo di fucile sparato dal benzinaio di Nanto (Vicenza) Graziano Stacchio, intervenuto per fermare i ladri. Colpito alla gamba, Cassol si è trascinato nell’auto tentando di fuggire, ma è morto dissanguato poco dopo.

L’agenzia di pompe funebri che si è occupata di rimuovere il cadavere di Cassol ha mandato la fattura al Comune: trecento euro. Ma il sindaco, Ulisse Borotto, non l’ha presa bene:

“La fattura è arrivata ai nostri uffici e ora ci ritroveremo a dover pagare per la morte di quel bandito. Soldi pubblici: denaro che sarebbe dovuto servire alla comunità”.

I soldi, alla fine, non sono molti, ma per Borotto è una questione di principio, una “beffa”:

“Anche perché alle spese per la rimozione del cadavere seguiranno certamente quelle per il deposito della salma all’obitorio. Il Comune pagherà quanto dovuto all’agenzia per il lavoro svolto, poi vedremo se ci sarà modo di rivalersi sulla famiglia del defunto.

L’avvocato della famiglia Cassol parla di “strumentalizzazione di quanto è accaduto durante la rapina” ma assicura:

“Se quella fattura fosse stata recapitata al campo nomadi del Trevigiano in cui viveva Cassol sono convinto che la vedova l’avrebbe pagata, così come verserà il dovuto se il Comune si farà vivo. Non è una donna ricca, manda avanti la famiglia con i ricavati di una bancarella di dolciumi che allestisce nei luna park, ma ha dignità da vendere”.