Napoli, anziana madre denuncia: “Mia figlia nelle mani di una setta satanica, si sono presi 316mila euro”

di redazione Blitz
Pubblicato il 31 Luglio 2019 18:01 | Ultimo aggiornamento: 31 Luglio 2019 18:01
Napoli, anziana madre denuncia: "Mia figlia nelle mani di una setta satanica, si sono presi 316mila euro"

Simboli satanici in una immagine di archivio Ansa

NAPOLI – “Mia figlia ha urgente bisogno d’aiuto”. E’ il grido disperato di un’anziana vedova di 83 anni, convinta che la figlia sia finita nelle grinfie di una setta satanica che le avrebbe già sottratto 316 mila euro. Circa un anno fa, era l’ottobre 2018, l’anziana donna che abita nell’hinterland a Nord di Napoli, aveva presentato una circostanziata denuncia. Da allora attende che l’autorità giudiziaria faccia luce sulle informazioni da lei stessa acquisite e recuperate anche dai suoi avvocati sul web. 

Lo scorso gennaio il fascicolo è stato trasferito, per competenza, dalla Procura di Napoli Nord a quella di Perugia. In quella zona del centro Italia, infatti, sarebbe radicata la setta. Ad aprire gli occhi all’anziana vedova è stata un’amica: la mamma, però, si era già accorta da tempo dello strano comportamento della figlia. Il loro rapporto andava deteriorandosi giorno per giorno. A causa delle liti per due volte l’83enne è stata costretta a pernottare a casa di due sorelle. Era anche riuscita a convincere la figlia a denunciare tutto ma una volta in caserma, davanti ai carabinieri la giovane ha minimizzato la vicenda.

Nelle due pagine, datate 12 ottobre 2018, l’anziana madre parla del precario stato di salute della figlia (“ha iniziato a bere e ha bisogno di una psicologa”) ma anche di tensioni, sempre più gravi, culminate con le minacce: “Una sera mi ha mostrato una pistola raffigurata nel tablet in suo possesso e mi passò al telefono un soggetto di voce maschile che mi disse che se non pagavo l’avrebbero bruciata“. I soldi sono l’altra nota dolente: la 38enne si diceva afflitta da problemi economici malgrado il suo dignitoso lavoro. Le hanno anche pignorato parte dello stipendio. Difficoltà, diceva, riconducibili a problemi di salute. Ma, ricorda la madre, si era venduta tre garage in Sicilia, un’abitazione di cinque vani e una villa, tra Catania e provincia, e un’altra villetta a Scalea. I soldi, in sostanza, non potevano mancare.

Fu in una rara occasione in cui riuscì a entrare nella stanza della figlia che scoprì la fine che aveva fatto quel denaro: da un estratto conto capì che lo aveva versato attraverso quattro bonifici, per complessivi 316mila euro, a una donna, di cui ha denunciato nome e cognome alle autorità e che, sempre secondo la madre sarebbe una componente della setta che l’aveva assoggettata.

Proprio per evitare che tutti gli averi della figlia potessero finire nelle tasche di quella gente, insieme con la denuncia la donna – difesa dal penalista Sergio Pisani e dall’avvocato Giuseppe Siciliano – ha presentato anche un’istanza di sequestro dei beni. L’avvocato Pisani, insieme con il consulente Eugenio Rapinese, è riuscito a estrapolare delle foto dal profilo Fb della figlia (adesso bloccato) indizi che confermerebbero l’esistenza della setta: strane immagini, post preoccupanti e numerosi simboli satanici. (Fonte: Ansa)