Napoli, bimbo con due mamme. Prefetto annulla: “Solo una”

di redazione Blitz
Pubblicato il 5 Novembre 2015 19:34 | Ultimo aggiornamento: 5 Novembre 2015 19:35
Napoli, bimbo con due mamme. Prefetto annulla: "Solo una"

Le mamme di Ruben con il sindaco De Magistris

NAPOLI – Ruben, per l’Italiaha solo una mamma, quella che l’ha partorito. Il prefetto di Napoli Gerarda Pantalone ha infatti annullato l’atto di nascita del piccolo, nato il 3 agosto in Spagna. Il bambino è figlio di due italiane regolarmente sposate e residente a Barcellona. Ma per l’Italia Ruben è figlio solo della donna che l’ha messo al mondo: l’atto del prefetto infatti non riconosce alcun ruolo di genitore all’altra donna.

La vicenda ormai va avanti da circa un mese, da quando è stata resa pubblica la registrazione dell’atto di nascita avvenuta lo scorso 30 settembre. L’atto era stato richiesto da Marta Loi e Daniela Conte.

La Spagna, tuttavia, non può fornire il documento d’identità al bambino perché figlio di un’italiana. Da qui la richiesta, dopo il rifiuto del Consolato generale d’Italia, avanzata al Comune di Napoli che in venti giorni trascrive l’atto. E’ infatti il sindaco De Magistris a perorare la causa delle due italiane.

Il provvedimento consente così al bimbo, nato il 3 agosto con inseminazione, di ottenere il documento d’identità, necessario per poter viaggiare, ma soprattutto per poter usufruire dell’assistenza sanitaria in Spagna. Dopo pochi giorni arriva la richiesta dalla prefettura di Napoli dei documenti relativi alla trascrizione per sottoporli a ”una valutazione” che si conclude con esito negativo e con la successiva diffida in cui si “ordina” l’annullamento dell’atto.

Il sindaco De Magistris ha fatto subito sapere di aver pronto il ricorso al Tar. Ma la situazione, in mancanza di una legge che tutela famiglie come quella di Marta e Daniela, non è affatto semplice.

La vicenda infatti si innesta nel dibattito politico nazionale sulle Unioni civili e sul pronunciamento del Consiglio di Stato, arrivato il 26 ottobre, che stabilisce ”di annullare perché illegittime” le trascrizioni registrate presso i Comuni italiani dei matrimoni omosessuali celebrati all’estero. Tale sentenza respinge il ricorso presentato da alcune coppie e dal Comune di Roma rispetto alla circolare emanata dal ministro dell’Interno Angelino Alfano nel luglio 2014 che ‘ordinava’ ai Prefetti di annullare le trascrizioni.