Napoli: in carcere non si vede Sky e la carne non è buona. Protesta a Secondigliano

di Redazione Blitz
Pubblicato il 1 Ottobre 2019 10:21 | Ultimo aggiornamento: 1 Ottobre 2019 10:33
Napoli: in carcere non si vede Sky e la carne non è buona. Protesta dei detenuti a Secondigliano

Nella foto d’archivio Ansa, un’immagine del carcere di Secondigliano a Napoli

ROMA – Non si vedono i canali Sky in cella e la carne non è di buona qualità. Con queste motivazioni – riferite da Emilio Fattorello, segretario nazionale per la Campania del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria Sappe – circa quaranta detenuti reclusi nel carcere di Secondigliano, a Napoli, hanno inscenato una protesta lunedì 30 settembre.

“Verso le 13 – ricostruisce Fattorello – una quarantina di detenuti del circuito Media Sicurezza nel Centro Penitenziario hanno inscenato una azione di protesta. I detenuti invece di uscire dai cortili per rientrare nel reparto di appartenenza si sono barricati nel cortile rifiutandosi di uscire. Sono stati utilizzati i carrelli del vitto per ostruire il cancello di ingresso. I motivi della protesta, sicuramente pretestuosi, hanno riguardato la scarsa qualità della carne del vitto e la mancata trasmissione dei canali di Sky che la Curia di Napoli offre ai detenuti. Si sono vissuti momenti di tensione per alcune ore tanto che i poliziotti erano pronti ad intervenire in tenuta antisommossa. La professionalità messa in campo dal personale del Corpo intervenuti nei diversi ruoli ha consentito di riportare alla ragione i rivoltosi senza ricorrere alla forza. Alle 15,30 la protesta è rientrata”.

“L’aspetto che lascia perplessi – prosegue il sindacalista – è che questi detenuti che oggi hanno protestato sono gli stessi che qualche mese addietro si sono resi responsabili della rivolta e devastazione del padiglione Salerno di Poggioreale. L’ amministrazione penitenziaria ha pensato bene di cambiare solo quartiere ai rivoltosi assegnandoli a Secondigliano anziché trasferirli fuori regione come lo stesso Capo Dap indica in una specifica circolare”
Donato Capece, segretario generale del Sappe, sollecita le istituzioni penitenziarie nazionali a intervenire: “Questa ennesima protesta, assurda per le futili ragioni, deve fare seriamente riflettere su quali e quanti problemi di sicurezza vi sono nelle carceri della Campania”. (Fonte Ansa).