Napoli, contromano in tangenziale. Testimone: “Aniello Mormile era lucido”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 29 luglio 2015 10:42 | Ultimo aggiornamento: 29 luglio 2015 10:42
Napoli, contromano in tangenziale. Testimone: "Aniello Mormile era lucido"

Aniello Mormile e la sua compagna

ROMA – Proseguono le indagini per capire la dinamica del tragico incidente stradale in cui, nella notte tra venerdì e sabato scorsi, hanno perso la vita Livia Barbato e Aniello Miranda sulla tangenziale di Napoli.

Si attendono i risultati dei test tossicologici per chiarire se Aniello Mormile, il fidanzato di Livia che era alla guida della Renault Clio che imboccato la strada contromano provocando l’incidente, avesse bevuto o assunto sostanze stupefacenti. Intanto arriva la testimonianza di Salvatore Raglione, l’uomo che per primo si è fermato sul luogo della tragedia per prestare aiuto alle due vittime e allo stesso Mormile.

In una intervista al Corriere del Mezzogiorno, Raglione spiega:

”Il ragazzo alla guida della Clio era perfettamente lucido e cosciente, altro che ubriaco. Ho visto che il conducente della Clio allungava un braccio – continua Raglione ripercorrendo le immagini di quella notte –, ho preso una bottiglia d’acqua, mi sono avvicinato e gli ho chiesto come stesse”. Proprio in quell’istante il soccorritore ha visto in volto Mormile e gli è apparso ”lucidissimo, cosciente e in discretecondizioni”. ”Io sto bene, pensa alla mia ragazza dietro”, gli avrebbe detto il 29enne. ”Intanto – continua Raglione, che è anche l’unico testimone – Livia era dietro, sule sedile posteriore. Ho pensato: o stava dormendo o si era rifugiata sul sedile posteriore perché aveva paura. Gemeva e si vedeva che era molto grave”.

L’altro automobilista rimasto vittima dello scontro, invece, si chiamava Aniello Miranda, ed era già deceduto.

“Una brutta, bruttissima scena”, commenta Raglione. E ora la sua testimonianza verrà confrontata con quella dello stesso Mormile, unico superstite, che al momento si trova piantonato nel suo letto all’ospedale San Paolo di Napoli, dove è stato ricoverato subito dopo l’incidente.