Napoli, marchi falsificati dalla Cina: sequestrati 300mila capi d’abbigliamento

di Redazione Blitz
Pubblicato il 17 gennaio 2014 12:35 | Ultimo aggiornamento: 17 gennaio 2014 12:35
Foto d'archivio

Foto d’archivio

NAPOLI – 300mila capi d’abbigliamento, calzature e articoli di pelletteria, beni mobili, immobili, cassette di sicurezza, polizze assicurative e conti correnti per un valore di oltre 3 milioni. Sono questi i numeri del sequestro, di questa mattina, della guardia di finanza di Napoli contro 6 diverse organizzazioni, tre delle quali gestite dai clan camorristici, operanti nella contraffazione di marchi delle più famose griffe. Organizzazioni con attività in tutta Italia e, in particolare, in Abruzzo, Lombardia e Lazio. 

L’operazione odierna, denominata “Via della Seta”, è l’epilogo di una lunga e complessa attività investigativa, che ha riguardato complessivamente 76 persone indagate e il sequestro di 18 laboratori clandestini e depositi di merce. Sigillati anche 442 macchinari ad uso industriale adibiti alla lavorazione dei prodotti e sequestrati circa 300mila capi di abbigliamento, calzature e articoli di pelletteria con loghi e marchi contraffatti.

Tre di queste organizzazioni, secondo gli investigatori della Guardia di Finanza, erano gestite direttamente dai clan camorristici, che controllavano e finanziavano il traffico della merce contraffatta, indicavano la rete dei clienti ricettatori e reimpiegavano i proventi illeciti in altre attivitàeconomiche. In sostanza, secondo l’accusa, la camorra avrebbe creato una vera e propria holding che si occupava sia dell’importazione della merce dalla Cina sia della commercializzazione e della produzione della merce. Sempre secondo le indagini, le organizzazioni erano legate tra loro da una sorta di patto di mutua assistenza che spingeva i singoli membri ad aiutarsi per reperire le materie prime e i prodotti finiti e a collaborare alle operazioni gestite da persone appartenenti alle altre organizzazioni. Complessivamente sono state denunciate 76 persone e sequestrati 18 locali trasformati in fabbriche clandestini o depositi di merce e 442 macchinari per produrre il materiale contraffatto.