Evade dai domiciliari ed uccide l’ex compagna a coltellate

Pubblicato il 22 Novembre 2010 20:24 | Ultimo aggiornamento: 22 Novembre 2010 21:28

E’ stata ritrovata in una pozza di sangue, con il volto sfigurato dai colpi e il corpo martoriato da decine di fendenti, inferti con violenza inaudita. Una sorta di cronaca di una morte annunciata. Emiliana Femiano, 25 anni, napoletana, ha pagato con la vita il gesto azzardato di aver incontrato di nuovo, domenica sera, il suo ex convivente, che un anno fa, a Napoli, l’aveva accoltellata. L’assassino è Luigi Faccetti, 24 anni, napoletano anche lui, che era agli arresti domiciliari in un appartamento al primo piano del residence di via Capirchio, a Terracina, sul litorale laziale, dopo essere stato arrestato a Napoli proprio per il tentato omicidio della ragazza.

Doveva essere un chiarimento fra i due, l’ennesimo, ma è finito nel sangue. Dopo averla colpita decine di volte con un coltello da cucina, lasciandola senza vita nell’appartamento, l’uomo è fuggito in auto verso casa, a Napoli. Ma si è fermato al pronto soccorso di Villaricca, dove si è fatto medicare una ferita alla mano che si era procurato colpendo la ragazza. Secondo la ricostruzione del fatto, i medici, insospettiti dalla ferita e dagli abiti macchiati di sangue, hanno lanciato l’allarme ai carabinieri di Giugliano, che dopo alcune ricerche sono riusciti a rintracciare il 24enne e a condurlo nella caserma di Villaricca.

Qui Faccetti è stato interrogato per tutta la notte, fino alla confessione finale. A quel punto sono stati allertati i carabinieri della compagnia di Terracina, che hanno fatto irruzione all’interno dell’appartamento e scoperto il corpo della giovane Emiliana riverso a terra in un lago di sangue. Un anno fa, a Napoli, Luigi Faccetti aveva già accoltellato la ragazza. L’aveva colpita al collo con quattro fendenti, ma in quel caso nessun colpo aveva raggiunto l’aorta e la carotide era stata solo sfiorata. Così Emiliana, dopo un delicato intervento chirurgico, era riuscita a salvarsi.

Ma oggi sono i familiari della vittima a lanciare alcune pesanti accuse. ”E’ stata attirata in una trappola”, racconta la madre, chiedono ai carabinieri di visionare i filmati delle telecamere collocate in via Enrico Cosenz a Napoli, dove abitava la ragazza. I familiari ipotizzano che qualcuno abbia convinto Eliana a raggiungere quell’uomo del quale ”era terrorizzata”. Ma non solo. I familiari della donna uccisa denunciano ”l’incoscienza dei giudici che dopo appena cinque mesi di carcere hanno rimandato a casa una persona così pericolosa, che aveva già ridotto in fin di vita Eliana”.

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