Napoli, scontro sul quartiere a luci rosse: “Ci sono problemi più importanti”

Pubblicato il 17 agosto 2012 12:17 | Ultimo aggiornamento: 17 agosto 2012 12:17
luigi de magistris

Luigi De Magistris (Foto Lapresse)

NAPOLI – Scontro a Napoli sul quartiere a luci rosse. Dopo la proposta del sindaco Luigi De Magistris e l’apertura del quartiere Barra a una “free” area dove regolare il mercato della prostituzione, i commenti non si sono fatti attendere.

Come prevedibile i più negativi sono gli esponenti del mondo cattolico: “Il fine di questo discorso è un buono e la proposta del sindaco può essere valutata perché la prostituzione è un fenomeno che andrebbe regolato”, dice Raffaele Cananzi, esponente di spicco del movimento cattolico italiano, ex presidente dell’Azione Cattolica e poi sottosegretario nel II governo Amato.

“Specialmente nelle grandi città, questi fenomeni aumentano e non aiutano gli adolescenti. Ma bisognerebbe trovare la soluzione più umana possibile ed eticamente praticabile. Una volta c’erano le case chiuse poi abrogate con la legge Merlin. Non vorrei che ci fosse un passo indietro rispetto a quella legge e si rischi di abbassare il tono morale. Ma una soluzione occorre”.

Favorevole invece il capogruppo regionale pd Peppe Russo, anche se puntualizza: “Ma ci sono anche problemi più urgenti da risolvere. Il riassetto urbanistico, lo stato generale della spesa pubblica con il quadro insostenibile, dal punto di vista finanziario, delle società miste, l’inefficienza e il costo eccessivo dei servizi pubblico-locali che inevitabilmente finiscono per pesare sulla fiscalità cittadina. A questo bisogna aggiungere come ancora oggi non abbiamo un ciclo industriale certo e autosufficiente per la complessa dei rifiuti urbani”.

Un commento più duro arriva dal leader dell’opposizione in consiglio comunale Gianni Lettieri. “Non mi meraviglia quindi quest’altra sparata del sindaco. Con il rischio che aumenterà il degrado in cui versa la città. Al sindaco dico: ci sono cose molto più importanti a cui pensare altro che parchi dell’amore”.