Napoli, il ragazzino delle treccine blu le taglierà per entrare a scuola

di Redazione Blitz
Pubblicato il 16 Settembre 2019 20:45 | Ultimo aggiornamento: 16 Settembre 2019 21:10
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Foto archivio ANSA

NAPOLI – Si conclude con un taglio netto la vicenda delle treccine blu nell’istituto Ilaria Alpi-Carlo Levi di Scampia, a Napoli. Il 17 settembre il 13enne taglierà i capelli, recuperando quell’aspetto che è consono all’ambiente scolastico. Un gesto, dicono sia la mamma Carla che la preside Rosalba Rotondo, che dimostra la maturità dello studente. 

La vicenda inizia lo scorso venerdì 13 settembre, quando davanti alla capigliatura esagerata, la preside decide di vietare l’ingresso in classe, garantendo però al ragazzino l’accesso a laboratori scolastici e palestra. La famiglia del 13enne si è ribellata al provvedimento della preside, che sottolinea come i ragazzi a scuola debbano imparare a rispettare le regole, anche quelle legate al codice di abbigliamento.

La preside Rotondo ha raccontato: “Dopo le lezioni ha chiesto di incontrarmi, la mia porta è sempre aperta e mi ha detto di avere intenzione di tagliare le treccine, mi ha chiesto scusa per tutto quello che è successo”. Parole che per la preside “sono state di sollievo dopo questi giorni turbolenti.E’ un ragazzino molto intelligente, a dicembre si esibirà con altri alunni al San Carlo di Napoli. Qui a scuola vogliamo che continui a coltivare la passione per il pianoforte, la musica. Il suo riscatto deve arrivare dalla cultura”.

Il tredicenne, ha fatto sapere la preside, lunedì 16 settembre ha fatto regolarmente lezione, non, però, in classe con i suoi compagni, ma nei laboratori, per la masterclass in cui è inserito, un percorso formativo aperto a ragazzi che hanno percorsi accidentati alle spalle e situazioni familiari a rischio.

Nessun diritto allo studio negato, dunque, assicura Rotondo che mantiene il punto: “Soprassedere significherebbe farlo diventare una persona mediocre”. “Oggi si è tenuta l’assemblea dei genitori – aggiunge la preside – le altre mamme mi hanno chiesto di far rispettare le regole a tutti perché valgono per chiunque”.

E’ stata la stessa mamma a tagliare nel pomeriggio le treccine al 13enne, ma Carla ora chiede le scuse della preside: “E’ stato creato un caos inutile per una vicenda anche banale. Peraltro mio figlio due anni fa entrò in classe con le stesse treccine, forse la preside l’ha dimenticato”.

Ad attaccare la dirigente è anche un’altra mamma, Mary, i cui due figli lunedì non sono stati ammessi in classe a causa dei jeans che indossava: “Questa volta non sono treccine blu, ma semplici jeans a far sì che la preside Rotondo si arroghi il diritto di lasciare in sala professori i miei figli per l’intera durata delle attività didattiche, precludendogli il diritto allo studio, mio figlio ora è sotto shock e non vuole tornare a scuola. È un comportamento normale da parte di una dirigente? I pantaloni dei miei figli sono così oltraggiosi? Bisogna che chi di dovere riveda il ruolo assegnato alla dirigente, perché stiamo vivendo nel terrore di mandare i nostri figli a scuola”.

A chiedere l’intervento dell’Ufficio scolastico regionale sulla vicenda è anche il neosottosegretario all’Istruzione, il napoletano Giuseppe De Cristofaro: “L’esclusione dalle lezioni dello studente per la sola questione del taglio di capelli a me pare ingiustificata e discriminatoria. Pur nel rispetto dell’autonomia scolastica e dei regolamenti occorre ripristinare un principio di libertà personale”. (Fonte ANSA)