Pomodori cinesi a bimbi napoletani: scandalo mense scuole

di Redazione Blitz
Pubblicato il 25 Settembre 2015 8:51 | Ultimo aggiornamento: 25 Settembre 2015 13:09
Napoli, tangenti per mense scuola: 11 richieste arresto

Napoli, tangenti per mense scuola: 11 richieste arresto

NAPOLI – Appalti per le mense scolastiche ottenuti a suon di mazzette. Per questo, all’alba di venerdì 25 settembre, a Napoli e provincia, sono finiti in manette in undici tra imprenditori e amministratori pubblici. Mense in cui, tra le altre cose, venivano serviti a bimbi napoletani dei pomodori made in Cina.

Le persone coinvolte sono accusate di aver fatto parte, a vario titolo, di una presunta associazione per delinquere, che in maniera irregolare, corruzione, frodi, e la promessa di posti di lavoro, ha ottenuto appalti per la fornitura di pasti in scuole delle province di Napoli, Avellino e Salerno. In corso anche perquisizioni.

Fra i reati ipotizzati nell’ordinanza in corso di notifica da parte dei Carabinieri del Nucleo Investigativo di Napoli, oltre all’associazione per delinquere, vi sono anche quelli di turbata libertà degli incanti, corruzione, rivelazione di segreti d’ufficio, frode in pubbliche forniture, falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale, estorsione e truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche.

L’ordinanza è stata emessa dal gip di Napoli su richiesta della Procura della Repubblica partenopea al termine di indagini durante le quali i Carabinieri hanno scoperto l’esistenza di una presunta associazione per delinquere criminale che faceva capo a un imprenditore attivo nella refezione scolastica. Secondo gli elementi raccolti dagli investigatori, mediante l’intervento di amministratori e dirigenti pubblici, con la complicità di altre persone e la promessa di posti di lavoro per parenti e amici, il gruppo avrebbe ottenuto l’aggiudicazione di appalti per la fornitura di pasti in alcune scuole nelle province di Napoli, Avellino e Salerno, determinando l’esclusione dalle gare delle ditte concorrenti.

I pomodori cinesi.  Intendevano etichettare confezioni di pomodori provenienti dalla Cina per farle falsamente risultare come prodotte in Italia: E’ una delle circostanze emerse nell’ambito dell’inchiesta sulle mense scolastiche in Campania che ha portato, all’alba, all’esecuzione di un’ordinanza cautelare con 11 arresti (sei in carcere e cinque ai domiciliari), tre divieti di dimora e tre obblighi di presentazione alla Polizia giudiziaria. Dalle indagini, coordinate dal Procuratore aggiunto Alfonso D’Avino, e dai pm Henry John Woodcock, Celeste Carrano e Giuseppina Loreto, è emerso che il cibo servito nelle mense scolastiche al centro dell’inchiesta era di scadente qualità (in alcuni casi scongelato e ricongelato). E’ capitato talvolta che i bambini si sono sentiti male dopo aver pranzato in mensa a scuola. Tra i destinatari delle misure cautelari vi sono un ex vicesindaco, imprenditori, funzionari e dipendenti di alcuni comuni della Campania e di una Asl. Gli inquirenti hanno anche scoperto episodi di dossieraggio allo scopo di estromettere concorrenti nelle gare di appalto per il conferimento del servizio di refezione. I fatti contestati si riferiscono a un periodo che arriva fino al 2012.

Le mense coinvolte nell’inchiesta sono quelle delle scuole materne ed elementari di Casalnuovo e Sant’Agnello (Napoli), Montoro Inferiore e Solofra (Avellino), Maiori e Padula (Salerno). L’ex vicesindaco coinvolto nell’inchiesta è quello di Maiori, Antonio Romano, sottoposto a obbligo di presentazione quotidiana alla Polizia giudiziaria; stessa misura per Marcello Colella e Antonello Negro, dirigenti dei comuni di Solofra, il primo, e di Montoro Inferiore, il secondo. In carcere sono finiti gli imprenditori Antonio e Gennaro Acampora, Nicola, Stefano, Silvio e Simone Summa, responsabili o collegati alle attività delle società Cea Sas di Casalnuovo, Puliedil e Sistesi. Agli arresti domiciliari sono stati posti Raffaele Manna, tecnico della Asl Acerra-Casalnuovo, e i dipendenti della Puliedil/Sistesi Eleonora Pisani, Adriana D’Agostino, Antonio Colucci e Alessandro Nappo.

In stato di libertà sono indagati l’assessore al ciclo integrale dei rifiuti del comune di Padula, un dirigente e due dipendenti del comune di Solofra, un dirigente del comune di Montoro Inferiore e un dirigente bancario. Le perquisizioni dei Carabinieri sono state fatte nelle sedi delle società, le abitazioni e gli uffici dei pubblici ufficiali indagati. L’inchiesta – si è saputo dalla Procura – è partita dalla documentazione sequestrata nel corso di un’operazione che, nel luglio 2013, portò all’esecuzione di misure cautelari nei riguardi di sei persone che avevano attuato gli stessi metodi negli appalti pubblici relativi alla refezione dell’ospedale “Cantalupi” di Capri e di mense scolastiche di altri comuni, fra i quali Ischia.