Narciso e complotti fanno 2 milioni 150 mila italiani che scrivono…libri!

di Alessandro Camilli
Pubblicato il 22 gennaio 2018 14:04 | Ultimo aggiornamento: 22 gennaio 2018 14:04
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Italiani popolo di scrittori per…Narciso e complotti (foto d’archivio Ansa)

ROMA – Narciso e complotti, Vanità e Complottismo fanno dell’italiano uno scrittore. Nel nostro Paese ci sono la bellezza di due milioni e centocinquanta mila scrittori. Un’enormità sia rapportata alla popolazione italiana che viaggia intorno ai sessanta milioni, sia alla percentuale di lettori che la popola, stabilmente al di sotto del 50%. E per essere considerati ‘lettori‘ è sufficiente leggere un solo libro in un anno, a patto che non sia per motivi di studio o strettamente professionali. Come sempre a fornire i numeri è l’Istat. Giusto a fine dicembre ci aveva informato che gli italiani-lettori sono il 40,5 % della popolazione di età superiore ai 6 anni (2016). Un dato letteralmente mortificante pensando che in Norvegia i lettori sono oltre il 90% e in Spagna oltre il 60%. Ma sorprendentemente siamo un popolo che anche se non legge, scrive.

Linda Laura Sabbadini racconta infatti su La Stampa che, sempre secondo i dati dell’Istituto di Statistica, oltre due milioni di italiani si cimentano con l’arte della scrittura in senso lato: libri veri e propri, romanzi, racconti a puntate on line e via elencando. Non tutti portano a termine l’opera che può così restare incompiuta e pochi, forse pochissimi, riescono a far uscire la loro produzione da una ristrettissima cerchia di amici e sbarcare sul mercato, che sia quello tradizionale o quello raggiunto attraverso i social. Ma poco importa perché ben un milione e mezzo scrive in realtà per se stesso, senza nessuna velleità di trasformare l’impegno in un lavoro e nemmeno di far conoscere il proprio pensiero a una platea più ampia del proprio ‘io’.

A scrivere sono soprattutto le donne, circa due terzi del totale, e i giovani. Mentre chi è più avanti con gli anni privilegia le biografie. Tra le donne non ci sono solo le ragazze, ma anche 400 mila lavoratrici e 135 mila casalinghe. Quelle che scrivono di più sono soprattutto dirigenti, imprenditrici e libere professioniste, ma ci sono anche impiegate e 50 mila operaie. Gli uomini sono circa 800 mila e tra loro la parte che scrive per motivi professionali è maggiore. Non sono solo laureati o laureate a scrivere: sono infatti 750 mila, un terzo del totale. E poi ci sono quelli che non scrivono ma vorrebbero farlo: cinque milioni ottocentosessanta mila italiani. Quindi, ricapitolando, su circa 20/22 milioni di italiani che ogni anno leggono almeno un libro ci sarebbero 8 milioni che scrivono o vorrebbero farlo. Una percentuale notevole. Ad ‘armare’ gli italiani scrittori di penna o tastiera è in molti casi la vanità. E d’altra parte a chi di noi non piacerebbe saper scrivere un capolavoro, un romanzo che generazioni amano o un best seller in grado di riempire le vetrine.

Le declinazioni della vanità sono molte, e quasi tutte potrebbero trovare sfogo in un libro di successo. Compresa quella di voler raccontare la propria vita al mondo. Oltre alla vanità c’è poi un secondo ‘motore’ che ci fa scrivere: il complottismo. Complottismo che è motore ma anche tema delle righe scritte dagli italiani. Si scrive infatti di complotti e per svelare complotti e si scrive, molto, on line e attraverso canali non tradizionali perché le vecchie case editrici leggono solo gli scritti degli amici e degli amici degli amici… O almeno questa è la credenza diffusa. Insomma, oltre che santi e navigatori ci stiamo scoprendo anche un popolo di scrittori. Anche se per ora di scarso successo e dubbia qualità.