Natale, sprechi di cibo: 1 miliardo di euro finisce nella spazzatura

Pubblicato il 26 Dicembre 2010 16:17 | Ultimo aggiornamento: 26 Dicembre 2010 16:28

Un’abbuffata da 2,8 miliardi che si chiude con 1 miliardo che finisce nei rifiuti. E’ questo l’epilogo delle feste natalizie passate a tavola. Se a Natale, secondo le stime di Coldiretti, si è risparmiato in caviale, ostriche, salmone e champagne non si è lesinato in bolliti, cappelletti, salumi, carni, spumanti, panettoni, pandori, pesci, formaggi e quant’altro.

Il risultato è che è rimasto sulle tavole oltre un terzo delle portate preparate per la vigilia e per il pranzo di Natale, per un valore di circa un miliardo che rischia di finire nel bidone della spazzatura. La stima è sempre di Coldiretti.

Ad essere gettati sono soprattutto i prodotti già cucinati e quelli più deperibili come frutta, verdura, pane, pasta, latticini e affettati. A questo punto entrano in gioco le ricette ”antispreco”.

Secondo la Coldiretti polpette, frittate, pizze farcite, caponata e macedonia sono un’ottima soluzione per utilizzare gli avanzi secondo le preziose ricette della nonna. In un momento di difficoltà economica è infatti importante raccogliere l’invito alla sobrietà e – sottolinea la Coldiretti – ad utilizzare la fantasia e il tempo libero delle feste per recuperare con gusto i cibi rimasti sulle tavole.

Una usanza molto diffusa che nel passato ha dato origine a piatti diventati simbolo della cultura enogastronomica del territorio come la ribollita toscana, i canederli trentini, la pinza veneta o al sud la frittata di pasta o le braciole di carne, involtini ottenuti dal rostbeef avanzato con l’aggiunta di salame e formaggio.

Polpette o polpettoni a base di carne o tartare di pesce sono l’ideale per recuperare il cibo del giorno prima, ma anche le frittate possono dare – continua la Coldiretti – un gusto nuovo ai piatti di verdura o di pasta, senza dimenticare la ratatouille (versione nizzarda dell’italiana caponata realizzata con verdure stufate).

La frutta secca in più può essere facilmente caramellata per diventare un ottimo “torrone” mentre con quella fresca si ottengono pasticciate, marmellate o macedonie. E per dare un nuovo sapore ai dolci più tradizionali, come il pandoro o il panettone, si ricorre spesso alla farcitura con creme. O molto più banalmente possono servire da merenda e la colazione dei piccoli di casa fino all’Epifania.