Ndrangheta Roma: sequestrati Er Faciolaro e La rotonda, ristoranti zona Pantheon

di Redazione Blitz
Pubblicato il 13 Marzo 2015 10:34 | Ultimo aggiornamento: 13 Marzo 2015 12:38
Ndrangheta Roma: sequestrati Er Faciolaro e La rotonda, ristoranti zona Pantheon

Ndrangheta Roma: sequestrati Er Faciolaro e La rotonda, ristoranti zona Pantheon (foto Ansa)

ROMA  –  Blitz contro la ‘ndrangheta a Roma: la direzione investigativa antimafia ha sequestrato due ristoranti nel centro della capitale, a pochi passi dal Pantheon. Si tratta dei ristoranti “Er Faciolaro” e “La rotonda“, entrambi in via dei Pastini. I due locali fanno capo ad un imprenditore calabrese che è stato arrestato. L’imprenditore arrestato, il “reale proprietario” – come scrive l’Ansa – si chiama Salvatore Lania, di 47 anni, nato a Seminara (Reggio Calabria). L’uomo è ritenuto responsabile, in concorso con altri, “del delitto di intestazione fittizia di beni”. Il valore dei beni sequestrati ammonta a circa 10 milioni di euro. E pensare, scrive sempre l’Ansa, che negli anni passati Lania aveva dichiarato un reddito vicino allo zero.

Lania, specifica l’Ansa, era già stato coinvolto nell’inchiesta sul Cafè de Paris a via Veneto, in mano a prestanome della potente cosca reggina degli Alvaro, sequestrato e poi confiscato. Lania è stato posto agli arresti domiciliari. Oltre ai due locali in via dei Pastini sequestrati altri beni per un totale di 10 milioni di euro. Troppo, scrive l’Ansa, per chi negli anni scorsi ha dichiarato un reddito vicino allo zero. La Dia ha messo i sigilli su disposizione del Gip di Roma Gaspare Sturzo e richiesta del pm Francesco Minisci dopo un’indagine coordinata dalla Dda. Lania, indagato con altre 8 persone, è considerato il titolare di fatto dei due ristoranti, intestati però a suoi dipendenti.

Sono stati individuati, continua l’Ansa, suoi investimenti milionari, sulla cui provenienza ci sono pesanti sospetti. Lania aveva anche un negozio di souvenir e soprammobili, Mi&Chi, nella stessa zona, anch’esso sequestrato. Secondo l’accusa, citata dall’Ansa, aveva costituito società di comodo – Suriaca srl, la Rotonda srl, la Fiorenza Il Fagiolaro srl – intestate anche a parenti, con le quali secondo l’accusa avrebbe gestito i suoi beni.