‘Ndrangheta, sequestrati 38 immobili e 10 conti correnti

Pubblicato il 13 luglio 2010 12:32 | Ultimo aggiornamento: 13 luglio 2010 13:33

Sono 38 gli immobili sparsi tra Pavia, Torre D’Isola (Pavia) e in Liguria sequestrati insieme a 10 conti correnti a Carlo Antonio Chiriaco, il direttore della Asl di Pavia, arrestato oggi nell’ambito della maxi operazione coordinata dalla Dda di Milano e Reggio Calabria.

Gli immobili sarebbero intestati alla figlia del direttore sanitario della Asl e a delle società a lui riconducibili. Chiriaco dovrebbe essere portato in carcere a Torino. Nei suoi confronti le accuse ipotizzato sono associazione mafiosa in qualità di capo promotore del ‘locale’ di Pavia insieme a Pino Neri.

In un’intercettazione telefonica, agli atti dell’inchiesta, Chiriaco si sarebbe vantato di essere il fondatore dell’ndrangheta a Pavia. Il direttore della Asl, ex segretario provinciale della Dc a Pavia, viene definito dagli inquirenti un personaggio ”inquietante” per i suoi contatti stabili e costanti con Pino Neri e Cosimo Barranca, due boss arrestati oggi, con i quali l’uomo avrebbe fatto numerosi affari.

Secondo gli inquirenti Chiriaco sarebbe una figura paradigmatica di amministratore pubblico locale in contatto e in rapporti con l’organizzazione mafiosa calabrese. Figure di questo tipo, ha detto degli inquirenti, stanno aumentando negli ultimi anni in Lombardia.

Oltre al direttore sanitario, accusato anche di concorso in corruzione elettorale,sono stati arrestati Francesco Bertucca, 57 anni, imprenditore edile di Pavia, e di Rocco Coluccio, biologo e imprenditore.

Insieme al direttore dell’Asl di Pavia sono accusati di essere stati organici alla ‘ndrangheta e di essere il punto di congiunzione con l’organizzazione agli ordini del boss Pino Neri.

Nel corso dell’operazione gli uomini della Dia hanno eseguito anche 55 perquisizioni e sequestrato beni immobili, quote societarie e conti correnti. L’inchiesta è stata coordinata dal procuratore aggiunto di Milano Ilda Boccassini e dai pm Paolo Storari e Alessandra Dolci.

Secondo le indagini, l’ex assessore provinciale milanese Antonio Oliviero, invece, sarebbe stato in rapporti con l’imprenditore Ivano Perego, arrestato per associazione mafiosa, e responsabile della Perego Strade. La società sarebbe stata controllata dalla famiglia Strangio, una delle più note della mafia calabrese.

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