‘Ndrangheta, intercettazioni sull’attacco alla Procura di Reggio Calabria. “La bomba la sai fare tu?”

Pubblicato il 30 Settembre 2010 12:10 | Ultimo aggiornamento: 30 Settembre 2010 12:24

”La sai fare tu?”. ”Che cosa?”. ”Questa cosa qua con la bombola di gas”. E’ la conversazione intercettata dai carabinieri tra due degli indagati per la bomba esplosa il 3 gennaio scorso davanti alla procura di Reggio Calabria che conferma, secondo inquirenti, il coinvolgimento nell’attentato non solo dei due soggetti ma di buona parte di quella che gli stessi investigatori definiscono la ”nuova generazione” della cosca Serraino. Il dialogo avviene tra Nicola Pitasi e Ivan Nava all’interno della Fiat 600 del primo, il 5 febbraio del 2010, dunque un mese dopo l’attentato.

Per gli investigatori Pitasi è l’uomo che fornisce alla cosca le informazioni per costruire gli ordigni; a Nava spetta invece la ”gestione operativa” delle azioni da compiere, decise dal gruppo dirigente. Ecco il dialogo tra i due, registrato poco dopo mezzanotte.

NAVA: ”E la sai fare tu?” PITASI: ”Che cosa?” N: ”questa cosa qua con la bombola di gas”. P: ”e pare che devi fare che? prendi la bombola e la…la lasci aperta” N: ”eh! e poi?” P: ”e basta e la accendi, che sia vuota pero” N: ”la accendi la”’ P: ”no…” N: ”uh” P: ”…scoppia subito” N: ”scoppia subito e ti fai male” P: ”apposta” N: ”lo devi fare da lontano…certo che se ti scoppia una bombola del gas” P: ”…no e’ pericoloso…” N: ”da dove…da qua a la’?” P: ”quando noi lo facevamo, io ed un altro ragazzo…con il telecomando del cancello” N: ”e come l’avete fatta?” P: ”abbiamo preso un coso…che faccia scintillla, da lontano, nella fiumara, ed all’epoca ha buttato giù il muro della fiumara, perche’ la bombola era vuota”.

La partecipazione di Pitasi all’attentato emerge, sempre secondo gli investigatori, anche da un’altra intercettazione. Stavolta il dialogo è del 4 febbraio e a parlare sono lo stesso Pitasi e Antonino Barbaro, un altro degli indagati alle dirette dipendenze del leader della nuova generazione della cosca Serraino. Anche questa conversazione avviene in auto e, scrivono i carabinieri, evidenzia sia il fatto che ”Barbaro conosce gli autori dell’attentato” sia che Pitasi, ”rispondendo con brevi esclamazioni e cambiando completamente discorso” dimostri il suo ”particolare disagio” a sentir parlare dell’attentato. Ecco la conversazione.

BARBARO: ”lo sai che forse hanno individuato a quelli la’ che hanno messo la bomba…alla procura?”. PITASI: ”eh!” B: ”quello la non era una femmina, un travestito era, si è travestito da femmina un maschio era. Mannaja i pighiunu (mannaggia li prendono)! Ora l’ho visto sul giornale, u purtava u giornale…” P: ”chi c’era?” B: ”no, non dicono, non dice i nomi, dice che…il motorino…eh…la femmina è un maschio, si è messo la parrucca, i cosi, ora sicuramente un giorno due giorni li prendono, se non li hanno presi…”.