Il direttore della Asl di Pavia arrestato sognava il Padrino: “Io un boss? Faccio finta”

Pubblicato il 16 luglio 2010 11:47 | Ultimo aggiornamento: 16 luglio 2010 11:55

Che lo abbia detto con sincerità o come estrema difesa fa lo stesso: l’effetto comico è invariato. Carlo Antonio Chiriaco, ex segretario provinciale della Dc e direttore della Asl di Pavia, uno degli arrestati nell’ambito dell’operazione anti-n’ndrangheta, ha detto al magistrato di non essere un vero boss. Lui, voleva solo sembrare uno duro e spietato, che fin da giovane è stato  “morbosamente” attratto dai personaggi della mafia, magari quelli visti in tv.

Il codice d’onore, pistole e tanti soldi. Questo è il mondo di celluloide (dice Chiriaco) nel quale avrebbe sognato di vivere. Un po’ Padrino e un po’ Tony Soprano. Lui, ora arrestato, ha detto in un’intercettazione telefonica di essere colui che ha esportato la ‘ndrangheta a Pavia. Ma l’ha detto solo per vanteria, spiega al magistrato.

Lui si dichiara un boss solo per fiction, ma per il Giudice per le indagini i preliminari, che ne ha autorizzato l’arresto, è invece “uno degli uomini più influenti della sanità lombarda” e anche “una risorsa insostituibile in Lombardia”, e “uno che incanala i voti di cui dispongono Pino Neri e Cosimo Barranca (due capoclan in Lombardia, ndr)”.