‘Ndrangheta ai Castelli Romani, arrestate 3 persone: miravano al business del turismo

di Redazione Blitz
Pubblicato il 11 luglio 2018 14:43 | Ultimo aggiornamento: 11 luglio 2018 14:43
Castelli Romani, 'ndrangheta puntava a turismo: 3 arresti

‘Ndrangheta ai Castelli Romani, arrestate 3 persone: miravano al business del turismo

ROMA – Hanno cercato di entrare in importanti strutture ricettive di Rocca di Papa, ai Castelli Romani, per fare affari nel business del turismo. [[App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] Sono tre le persone arrestate dalla polizia con l’accusa di essere legate alla ‘ndrangheta, in particolare alla cosca Molè di Gioia Tauro. La polizia ha eseguito le ordinanze di custodia cautelare emesse dal gip e un sequestro preventivo per un valore di circa 4 milioni di euro.

Le tre persone arrestate sono accusate di intestazione fittizia di beni, trasferimento fraudolento di valori in concorso, finalizzato a eludere le disposizioni di legge in materia di misure di prevenzione patrimoniali. Contestualmente si sta eseguendo un provvedimento di sequestro preventivo di beni, società, ditte ed immobili, situati a Rocca di Papa e Gioia Tauro per un valore di circa 4 milioni di euro. I particolari saranno illustrati dal procuratore aggiunto della DDA Michele Prestipino in un incontro con la stampa che si terrà alle 12 negli uffici della Procura della Repubblica.

Avevano puntato sul business del turismo, delle strutture ricettive nella zona dei Castelli romani, le quattro persone arrestate dalla squadra mobile di Roma su richiesta dei pm della Dda di piazzale Clodio. Si tratta soggetti legati alla cosca calabrese dei Molè, attiva a Gioia Tauro, che dal 2008, in base a quanto emerso da una serie di indagini, avevano scelto di “delocalizzare” in provincia di Roma i proprio investimenti puntando sulla gestione di ristornati, b&b e strutture alberghiere.

Gli arrestati sono l’imprenditore Agostino Cosoleto, suo figlio Francesco, il cognato Teodoro Mazzaferro mentre i domiciliari sono stati disposti nei confronti di Maria Luppino, moglie di Agostino. Quest’ultimo è legato ai Molè in quanto suo figlio Francesco ha sposato la figlia di Rocco Molè, assassinato a in Calabria dieci anni fa e ritenuto a capo del clan. I Cosoleto furono coinvolti in indagini in passato: Agostino e il figlio Francesco furono arrestati nel 2009 proprio perché ritenuti legati ai Molè. Agostino, condannato in primo grado con giudizio abbreviato, fu poi assolto in appello, mentre Francesco, giudicato con rito ordinario, venne assolto dal Tribunale di Palmi. Dopo la scarcerazione hanno deciso di “trasferire” i proprio affari nella zona di Rocca di Papa e Frascati. Gli arrestati sono tutti accusati di trasferimento fittizio di beni.