Ndrangheta, sequestro di beni alla famiglia Cordì: ci sono anche una Ferrari e una Cadillac

Pubblicato il 1 Luglio 2010 13:47 | Ultimo aggiornamento: 1 Luglio 2010 13:48

Ci sono anche una Ferrari e una Cadillac tra i beni sequestrati dai carabinieri di Reggio Calabria, nell’ambito dell’operazione Giano che ha portato all’arresto di sei persone contigue alla cosca della ‘ndrangheta Cordì di Locri.

Le due vetture si trovano nei due punti di vendita di Locri e Melito Porto Salvo della società Auto Fashion riconducibile, secondo quanto riferito dagli investigatori, alla cosca Cordì. Sequestrate anche due moto di grossa cilindrata e due moto d’acqua.

Le indagini, che si sono concluse con l’operazione della mattinata di giovedì 1 luglio, erano state avviate nell’ottobre 2009 e rappresentano la prosecuzione dell’attività investigativa, denominata Shark, che nel settembre dello scorso anno aveva portato all’esecuzione di 16 arresti di  persone indagate, a vario titolo, per associazione per delinquere di tipo mafioso (con l’aggravante di essere associazione armata) finalizzata alla commissione di una pluralità di reati, tra cui rapine, estorsioni, usura, esercizio abusivo del credito, danneggiamenti, detenzione e porto illegale di armi e altro.

Nell’ambito dell’operazione Shark erano state fermate anche due persone indiziate di essere capi e promotori dell’associazione mafiosa ed erano stati sequestrati a Locri un’agenzia di mediazione immobiliare e un negozio riconducibili alla cosca Cordì. Nell’operazione Giano sono stati impiegati 70 carabinieri del Gruppo di Locri, con il supporto di militari dello Squadrone eliportato carabinieri Cacciatori Calabria.