‘Ndrangheta, Dia: “Serve un programma contro le infiltrazioni nell’Expo”

Pubblicato il 17 Novembre 2010 14:27 | Ultimo aggiornamento: 17 Novembre 2010 15:33

Serve un ”razionale programma di prevenzione” che consenta di bloccare le possibili infiltrazioni della ‘Ndrangheta ”in previsione delle opere previste per l’Expo 2015”. Lo scrive la Direzione investigativa antimafia (Dia) nella relazione relativa al primo semestre del 2010, auspicando che l’azione dello Stato ”coinvolga non solo le autorità istituzionalmente deputate alla vigilanza, ma anche tutti i soggetti a vario titolo coinvolti” e ”consenta di individuare per tempo eventuali criticità”.

Il cosiddetto “ciclo degli inerti”, la cantieristica e la logistica collegata, la manodopera e le bonifiche ambientali ”costituiscono i settori – scrive la Dia – maggiormente esposti al rischio di infiltrazione dell’intero indotto che si muove attorno alle grandi opere, agli appalti pubblici e privati”.

Ma c’è di più: secondo la Dia, infatti, il ”condizionamento ambientale” delle cosche su parte dell’economia lombarda, va inteso come ”partecipazione ormai pacificamente accettata di società riconducibili ai cartelli calabresi a determinati segmenti, in espansione, del settore edile, sia pubblico che privato”.