‘Ndrangheta, le mani sull’Emilia: terremoto 2012, appalti truccati. Oltre 120 arresti

di Redazione Blitz
Pubblicato il 28 Gennaio 2015 8:11 | Ultimo aggiornamento: 28 Gennaio 2015 8:11
'Ndrangheta, le mani sull'Emilia: terremoto 2012, appalti truccati. Oltre 120 arresti

Foto d’archivio

ROMA – Appalti milionari truccati per la ricostruzione dopo il terremoto del 2012. Le mani della ‘ndrangheta in Emilia Romagna. Maxi operazione dei carabinieri che hanno arrestato oltre 120 persone, per la maggior parte in Emilia. Si tratta di soggetti ritenuti responsabili di associazione di tipo mafioso, estorsione, usura, porto e detenzione illegali di armi da fuoco, intestazione fittizia di beni, riciclaggio, emissione di fatture false. Il clan al centro dell’inchiesta è quello dei Grande Aracri di Cutro (Crotone), di cui è documentata da tempo l’infiltrazione nel territorio emiliano, soprattutto nella zona di Brescello (Modena) dove vivono esponenti di spicco della cosca calabrese. Alcuni dei reati hanno carattere transnazionale, interessano Austria, Germania, San Marino.

Tra gli arrestati ci sono diversi imprenditori che hanno ditte nel settore dell’edilizia e movimento terra, alcuni dei quali hanno vinto gli appalti milionari della ricostruzione post terremoto del 2012. E’ stato chiesto il sequestro di beni per circa 100 milioni di euro. Tra loro, il consigliere comunale di Reggio Emilia Giuseppe Pagliani, di Forza Italia. I carabinieri lo hanno da poco prelevato dalla sua abitazione di Arceto di Scandiano, vicino a Reggio Emilia. Dalle carte dell’inchiesta emergerebbe anche il sostegno elettorale imposto dai Grande Aracri ad alcuni candidati emiliani durante le amministrative.

Gli arresti sono avvenuti non solo in Emilia, ma anche in Lombardia, Piemonte, Veneto, Sicilia. Contestualmente si stanno muovendo le procure di Catanzaro e Brescia che hanno emesso 46 provvedimenti.