‘Ndrangheta in Lombardia e Calabria, traffico di cocaina: 14 arresti tra italiani e marocchini

di redazione Blitz
Pubblicato il 23 ottobre 2018 8:09 | Ultimo aggiornamento: 23 ottobre 2018 8:09
'Ndrangheta in Lombardia e Calabria, traffico di cocaina: 14 arresti tra italiani e marocchini

‘Ndrangheta in Lombardia e Calabria, traffico di cocaina: 14 arresti tra italiani e marocchini

MILANO – Blitz contro la ‘ndrangheta in Lombardia e Calabria: all’alba di martedì 23 ottobre è scattata l’operazione dei carabinieri della compagnia di Corsico (Milano) nei confronti della cosca Barbaro-Papalia.

I militari hanno eseguito a Milano, Como e Reggio Calabria un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di dieci italiani e quattro marocchini ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione a delinquere finalizzata al traffico di droga e in particolare cocaina.

Le indagini sono dirette dalla Direzione distrettuale antimafia di Milano e hanno consentito di accertare che il gruppo, costituito e organizzato da quattro fratelli della famiglia Barbaro-Papalia, gestiva lo spaccio di cocaina servendosi di una fitta rete di pusher di origine magrebina.

Rocco Barbaro, ritenuto dagli inquirenti il reggente della ‘Lombarda‘, la struttura di vertice della ‘ndrangheta in Lombardia, oltre che presunto boss del narcotraffico tra Italia e Sudamerica e soprannominato ‘U sparitu’, perché rimasto latitante per quasi due anni prima di essere arrestato a Platì (Reggio Calabria) nel maggio 2017, è stato condannato a 16 anni di carcere il 10 ottobre scorso.

La sentenza, emessa dall’ottava sezione penale milanese, lo ha riconosciuto responsabile di associazione mafiosa e di intestazione fittizia di beni perché a lui era riconducibile il Bar Vecchia Milano in corso Europa, a pochi passi dal Duomo, che Rocco Barbaro, 53 anni, avrebbe acquistato, secondo l’accusa, attraverso lo schermo di prestanome.

Rocco Barbaro è figlio di Francesco Barbaro, capo dell’omonima cosca di Platì, che sta scontando in carcere una condanna all’ergastolo per l’omicidio del brigadiere Antonino Marino, avvenuto a Bovalino, in provincia di Reggio Calabria, nel 1990.