‘Ndrangheta, operazione contro “area grigia”: 11 arresti

Pubblicato il 18 Novembre 2011 8:39 | Ultimo aggiornamento: 18 Novembre 2011 13:50

REGGIO CALABRIA -La Guardia di finanza ha effettuato oggi 18 novembre a Reggio Calabria controlli contro la cosca Tegano della ‘ndrangheta. Sono 11 le ordinanze di custodia cautelare in carcere eseguite nei confronti di affiliati alla cosca e di alcuni professionisti, in particolare commercialisti e avvocati, che avrebbero rappresentato secondo gli investigatori la cosiddetta ”area grigia” al servizio delle cosche.

Uno dei provvedimenti restrittivi riguarda il commercialista Giovanni Zumbo, gia’ in carcere perche’ coinvolto in altre inchieste da cui e’ emerso il suo ruolo di ”talpa” al servizio delle cosche, alle quali avrebbe fornito informazioni riservate su inchieste in corso apprese in ambienti giudiziari ed investigativi. Uno dei provvedimenti restrittivi emessi dal gip di Reggio Calabria su richiesta della Dda riguarda la moglie di Zumbo, Maria Francesca Toscano, che e’ un avvocato, e altri due la sorella del commercialista, Patrizia Zumbo, e il marito di quest’ultima, Roberto Emo, che fa il commercialista.

Un’ordinanza di custodia cautelare e’ stata emessa anche contro Giovanni Tegano, capo della cosca, gia’ detenuto, ed un altra contro l’imprenditore Giuseppe Rechichi, che avrebbe svolto il ruolo di prestanome della cosca. ”Con questo provvedimento del gip Tommasina Cotroneo si chiudono venti anni di attivita’ di indagine sugli interessi economici della cosca Tegano e sulla zona grigia che in tutto questo tempo ha affiancato questo potente sodalizio criminale”. E’ uno dei passaggi dell’intervento del procuratore capo della Dda Giuseppe Pignatone per descrivere i contenuti dell’operazione ”Astrea”, eseguita la scorsa notte dalla Guardia di finanza del comando provinciale di Reggio Calabria che ha prodotto undici arresti in carcere per concorso esterno in associazione mafiosa.

”Le indagini – ha proseguito Pignatone – naturalmente non si fermano qui e successivamente saranno sempre piu’ profonde, sotto il profilo penale, nei confronti di quella parte di societa’ civile che favorisce le organizzazioni mafiose. Oggi, sono stati eseguiti provvedimenti di sequestro a carico di numerose ditte impegnate in lavori edili, e in particolare, le quote intestate alla famiglia Rechichi, socio di minoranza della Multiservizi, societa’ di cui detiene la maggioranza delle azioni il Comune di Reggio Calabria. Voglio inoltre ricordare che Zumbo Giovanni e i suoi familiari arrestati stanotte, avevano in questi anni offerto numerose consulenze alla cosca Tegano con l’obiettivo di evitare provvedimenti di sequestro e di confisca di beni.

Peraltro – ha aggiunto Pignatone – il ruolo del commercialista Giovanni Zumbo era emerso anche in una delle testimonianze rese dal collaboratore di giustizia Antonino Fiume e che descrivono i contatti che lo stesso Zumbo aveva con Giovanni De Stefano, figlio del boss Giorgio, assassinato nel 1977 in Aspromonte, che dimostrano la fluidita’ di significativi rapporti tra queste due persone.

L’indagine – ha sottolineato Pignatone – ha fatto emergere che Zumbo Giovanni, l’avvocatessa Francesca Toscano, moglie, la sorella Maria Porzia Zumbo ed il marito di costei, Roberto Emo, a rotazione sono stati soci della societa’ che gestisce una grande struttura sportiva di Parco Pentimele, realizzata dal Comune di Reggio Calabria. Le indagini hanno permesso di ricostruire vent’anni di costruzione e scomposizione di quote societarie, un sistema di scatole cinesi che siamo riusciti ad aprire e verificare fino alla conclusione della scorsa notte, con l’arresto di questa fetta di zona grigia che ha permesso alla cosca Tegano di costruire solide basi economiche”.