‘Ndrangheta. Riciclaggio con Superenalotto: confisca confermata

Pubblicato il 9 Maggio 2012 22:59 | Ultimo aggiornamento: 9 Maggio 2012 23:08

CATANZARO – Nel 2003 alcuni affiliati alla 'ndrangheta si fecero consegnare dal legittimo titolare una schedina vincente del Superenalotto, che con un 5-1 aveva guadagnato 8 milioni di euro, consegnandogli la somma corrispondente allo scopo di incassare loro il denaro frutto della vincita per poter riciclare le somme provento di traffici illeciti. Adesso la Corte di Cassazione ha confermato la confisca di beni per 8 milioni sequestrati nel 2005 dalla Dda di Catanzaro. I beni sequestrati all'epoca, secondo l'accusa, erano riconducibili al presunto boss Nicola Luca', di Marina di Gioiosa Jonica (Reggio Calabria).

La vincita fu realizzata il 10 maggio del 2003 con una schedina giocata nel bar Poker di Locri il cui titolare e' risultato del tutto estraneo alla vicenda. Ad ideare il sistema per il riciclaggio del denaro sarebbe stato lo stesso Nicola Luca', con la complicita' di alcuni affiliati al suo gruppo criminale.

L'acquisto della schedina avrebbe consentito di garantire, da un lato, la liceita' della provenienza degli otto milioni di euro e giustificato, dall'altro, la successive movimentazioni del denaro.