‘Ndrangheta: ventiquattro arresti a Rosarno. Tra loro anche due carabinieri

Pubblicato il 23 novembre 2010 13:14 | Ultimo aggiornamento: 23 novembre 2010 14:19

Ventiquattro affiliati alla cosca Pesce di Rosarno della ‘ndrangheta sono stati arrestati oggi.  I capi della cosca vengono individuati in Antonino Pesce, che è detenuto, e nel figlio Francesco, che invece è latitante.

C’è anche la moglie del boss detenuto Antonio Pesce, di 57 anni, detto ‘u testuni, Carmelina Capria, di 47 anni, tra le 24 persone coinvolte nell’operazione dei carabinieri contro la cosca Pesce di Rosarno. La donna faceva la contabile della cosca gestendo i flussi di denaro derivanti, soprattutto, dalle estorsioni e dai traffici di droga ed armi.

Tra gli arrestati c’è anche una seconda donna, Maria Grazia Pesce, di 28 anni, moglie di Roberto Matalone, anch’egli accusato di essere affiliato alla cosca Pesce, già latitante. La Pesce, in particolare, è accusato di avere fatto da tramite tra gli affiliati alla cosca già detenuti dopo essere stati arrestati nell’operazione All Inside 1 dell’aprile scorso e quelli liberi.

Alle persone coinvolte nell’operazione viene contestata l’associazione per delinquere di tipo mafioso finalizzata a vari reati. I carabinieri hanno riferito che delle 24 persone coinvolte nell’operazione 14, nove delle quali già detenute, hanno avuto notificata un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip di Reggio Calabria su richiesta della Dda. Per dieci, invece, è stato eseguito un provvedimento di fermo emesso sempre dalla Dda.

Tra gli altri uomini arrestati ci sono anche due carabinieri in servizio a Rosarno, che sarebbero stati collusi con la cosca Pesce di Rosarno della ‘ndrangheta. Oltre a loro, un agente di polizia penitenziaria, Eligio Auddino, già in servizio nel carcere di Palmi, è stato arrestato nell’ambito dell’operazione dei carabinieri contro la cosca Pesce della ‘ndrangheta.

Auddino, secondo l’accusa, avrebbe anche favorito lo scambio di messaggi e comunicazioni tra il boss Salvatore Pesce, che era detenuto a Palmi, ed i suoi familiari. L’agente, inoltre, avrebbe anche favorito l’introduzione nel carcere di Palmi di beni e oggetti non consentiti dal regolamento. In cambio dei suoi favori Auddino avrebbe ricevuto dalla cosca Pesce la promessa dell’assunzione della moglie nella casa di cura Villa Elisa di Cinquefrondi (Reggio Calabria).

L’operazione, denominata All Inside 2, fa seguito alla All Inside 1 eseguita dai carabinieri il 28 aprile scorso con l’arresto di 40 persone affiliate alle cosche Pesce e Bellocco, di cui sono stati delineati gli assetti e l’operatività, con ramificazioni in altre regioni ed all’estero.

[gmap]