Negazionisti inseguirono ambulanza a Torino per dimostrare che girava a vuoto: ora sono indagati

di Redazione Blitz
Pubblicato il 5 Gennaio 2021 12:40 | Ultimo aggiornamento: 5 Gennaio 2021 12:40
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Negazionisti inseguirono ambulanza a Torino per dimostrare che girava a vuoto: ora sono indagati (foto ANSA)

Due negazionisti avevano inseguito una ambulanza a Collegno (Torino) per poi insultare i sanitari. I due volevano dimostrare che l’ambulanza “girasse a vuoto”. A raccontare la storia, a metà novembre, era stata la direttrice del 118 del capoluogo piemontese. Ora i due, che avevano filmato il tutto a bordo del loro Suv, un Porsche Cayenne, sono indagati con l’accusa di interruzione di pubblico servizio.

Negazionisti inseguono ambulanza e insultano i sanitari

“Una nostra ambulanza – aveva raccontato la direttrice del 118 – stava andando a prelevare un paziente durante la notte e gli infermieri di turno si sono accorti di essere seguiti da un’auto di grossa cilindrata che li ha tallonati fin sotto casa. Hanno chiamato la centrale che a sua volta ha avvertito la polizia. Sotto casa del paziente l’auto si è fermata dietro all’ambulanza ed è sceso un uomo che ha iniziato a insultarli mentre una seconda persona rimasta in macchina ha filmato tutta la scena. Poi è arrivata la polizia che ha identificato i due. Alla postale abbiamo, invece, segnalato un video girato da una donna che sostiene che noi giriamo con i mezzi vuoti”. Dopo l’inseguimento, i due avevano aggredito i sanitari. La Procura li ha indagati per interruzione di pubblico servizio

L’inseguimento per dimostrare che il “Covid non esiste”

I negazionisti, lo scorso novembre, nella zona di Collegno, si erano messi a seguire a tutta velocità il 118 diretto a casa di un 60enne con problemi respiratori. Poi si erano messi a filmare l’ambulanza e a urlare contro gli operatori che “il Covid è tutta una finzione”, che quell’intervento di emergenza altro non era che una “messa in scena”, che così si “spaventa solo la gente”. Ai carabinieri giunti sul posto, la donna, ancora con la videocamera del cellulare accesa, aveva detto: “Vogliamo documentare quello che sta succedendo”. (fonte LA STAMPA)