Neve e coronavirus, caccia alle stufe per gli ospedali da campo

di redazione Blitz
Pubblicato il 25 Marzo 2020 14:12 | Ultimo aggiornamento: 25 Marzo 2020 14:12
Neve e coronavirus, caccia alle stufe per gli ospedali da campo

Neve e coronavirus, caccia alle stufe per gli ospedali da campo (Foto archivio Ansa)

ROMA  –   Nonostante siamo già in primavera, sembra inverno in diverse regioni italiane, con freddo e neve come a dicembre. Una situazione meteorologica che non migliorerà nei prossimi giorni, anzi, e che preoccupa anche chi fronteggia l’emergenza coronavirus: negli ospedali da campo allestiti per aumentare i posti letto, è caccia alle stufe per tenere al caldo i pazienti.

I fiocchi di neve sono tornati a cadere su gran parte del Centro Italia, sferzato anche da un forte vento gelido. Strade imbiancate in in Abruzzo, Molise e Umbria, ma anche in Puglia, da Bari al Foggiano. Neve dal Gargano ai Monti Dauni, fino alle aree più pianeggianti della Capitanata. 

A Campobasso il termometro è sceso fino a -4, frutto del repentino crollo delle temperature che sono scese abbondantemente sotto lo zero anche nel Pescarese e nell’Aquilano. La nevicata più abbondante, in Abruzzo, ha interessato Cansano, piccolo borgo nell’entroterra aquilano, con dieci centimetri caduti: imbiancato anche il capoluogo della regione L’Aquila e la provincia di Pescara.

Sotto la neve anche diverse città dell’Umbria come Foligno, Assisi, Nocera Umbra e Gualdo Tadino ma anche alcune zone di Perugia. Particolarmente suggestiva l’immagine della Basilica di San Francesco sotto ai fiocchi in un periodo insolito come marzo. E dove non è comparsa la neve ha fatto capolino il sole, accompagnato però da un vento gelido.

L’improvviso abbassamento delle temperature mette in allarme anche i coltivatori, preoccupati per i raccolti. Il gelo, spiega la Coldiretti, ha provocato “pesanti danni a frutta e verdura”. “La perturbazione – continua l’associazione – ha sconvolto le coltivazioni cogliendole di sorpresa. Alcuni alberi di pesco, albicocco e mandorlo hanno già i frutticini, ciliegi e susini sono in fiore e tra i filari di pere, mele e kiwi ci sono le gemme pronte intrappolate dal ghiaccio e bruciate dal freddo”. (Fonte: Ansa)