Niccolò Bettarini, preso uno degli aggressori mentre fuggiva in Albania: era l’unico ai domiciliari

di redazione Blitz
Pubblicato il 24 gennaio 2019 9:43 | Ultimo aggiornamento: 24 gennaio 2019 9:43
Niccolò Bettarini, preso uno degli aggressori mentre fuggiva in Albania: era l'unico ai domiciliari

Niccolò Bettarini, preso uno degli aggressori mentre fuggiva in Albania: era l’unico ai domiciliari

MILANO – Era stato l’unico dei quattro imputati condannati per il tentato omicidio di Niccolò Bettarini ad ottenere gli arresti domiciliari dopo il verdetto. Domiciliari dai quali, Andi Arapi, albanese di 29 anni, nei giorni scorsi è evaso, cercando di imbarcarsi in Puglia per tornare in Albania. Lo hanno fermato sul traghetto ed è tornato in carcere.

Il giovane è stato bloccato dalla polizia di frontiera di Bari e arrestato con l’accusa di evasione. Lo scorso 18 gennaio, Arapi era stato condannato a 5 anni per l’aggressione al figlio dell’ex calciatore Stefano Bettarini e della conduttrice tv Simona Ventura, avvenuta lo scorso primo luglio davanti alla discoteca milanese Old Fashion.

Alla pena più alta, 9 anni di carcere, era stato condannato, invece, Davide Caddeo, il 29enne accusato di aver sferrato le otto coltellate a Bettarini junior: lui ne ha ammesse soltanto due. Gli altri due imputati, invece, Alessandro Ferzoco e Albano Jakej sono stati condannati rispettivamente a 5 anni e 6 mesi, 6 anni e 6 mesi. A loro è stata concessa l’attenuante del “reato diverso da quello voluto”. Così come ad Arapi che, essendo incensurato, aveva ottenuto i domiciliari, mentre gli altri tre sono rimasti in carcere.

I tre volevano picchiare Bettarini e non tentare di ucciderlo: non c’è prova che sapessero che Caddeo, conosciuto a malapena dagli altri, avesse con sé un coltello. Riconosciute, poi, a tutti gli imputati le attenuanti generiche equivalenti all’aggravante contestata dalla Procura, ossia l’aver agito per motivi abietti e futili e, in particolare, “discriminatori” per quella frase “sei il figlio di Bettarini, ti ammazziamo” che lo stesso 20enne gli sentì dire.