Niccolò Bettarini, si cercano altre sei persone. Uno dei quattro fermati: “Non sono stato io”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 4 luglio 2018 9:15 | Ultimo aggiornamento: 4 luglio 2018 9:35
Niccolò Betterini, si cercano altre sei persone. Uno dei quattro fermati: "Non sono stato io" (foto Ansa)

Niccolò Betterini, si cercano altre sei persone. Uno dei quattro fermati: “Non sono stato io” (foto Ansa)

MILANO – . Almeno altri sei ragazzi potrebbero essere a breve chiamati a rispondere delle stesse accuse già contestate dalla polizia ai quattro fermati per il tentato omicidio del 19enne Niccolò Bettarini, il figlio di Stefano Bettarini e Simona Ventura accoltellato all’alba di domenica nei pressi della discoteca “Old Fashion”.

Stando a quanto emerge dalla richiesta di convalida del fermo e di applicazione della misura cautelare nei confronti di Davide Caddeo, Alessandro Ferzoco, Andi Arapi e Albano Jakej, i quattro avrebbero agito in concorso “con almeno altre sei persone in corso di identificazione”.

Domattina i quattro fermati compariranno davanti al gip Stefania Pepe per essere interrogati, e verosimilmente si avvarranno della facoltà di non rispondere. “Non l’ho accoltellato io, non sapevo nemmeno che fosse Niccolò Bettarini, l’ho saputo solo in carcere che era lui. Nemmeno ho visto chi ha usato il coltello”, ha riferito Ferzoco al suo avvocato Mirko Perlino, che ieri mattina è andato a trovarlo in carcere.

Niccolò Bettarini è stato aggredito [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,-Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] forse perché figlio di Simona Ventura e Stefano Bettarini.

Pr il pm milanese Elio Ramondini è proprio per questo che gli aggressori hanno tentato di uccidere all’uscita di una discoteca di Milano Niccolò. Uno avrebbe urlato: “Ti ho riconosciuto, sei il figlio di Bettarini, ti ammazziamo”.

Ma cosa è successo? Il racconto è di Giuseppe Guastella del Corriere della Sera. Sono le cinque di mattina. E’ l’ora di chiusura della discoteca. Un gruppetto di persone si ferma all’uscita. Tra loro ci sarebbero (stando alle accuse) due italiani e due albanesi. I quattro, racconta Guastella, un paio di mesi prima avevano litigato per un tavolino con un amico di Bettarini. Amico che tenta di scusarsi offrendo da bere a tutti. Ma per tutta risposta il ragazzo sarebbe stato preso a schiaffi. Prosegue il racconto di Guastella: i buttafuori li fermano ma, anche loro albanesi, decidono di non chiamare la polizia.

Secondo l’accusa i quattro aggressori (più altri sei non ancora identificati su quali pendono le stesse accuse) gli sono subito addosso, lo malmenano di nuovo, per fermarsi improvvisamente quando Niccolò Bettarini interviene in difesa dell’amico in difficoltà. Poi scatta l’aggressione a Niccolò, con le parole che il pm ha attribuito agli aggressori: “Ti ho riconosciuto, sei il figlio di Bettarini, ti ammazziamo”. Il ragazzo tenta di fuggire ma viene bloccato e colpito “con numerose testate, pugni e calci e con otto coltellate” sferrate con una lama da 20 centimetri.

La ragazza si getta su di lui per proteggerlo ma anche lei “viene colpita a sua volta con calci e pugni anche in faccia” che la feriscono in modo non grave. Per il pm l’aggressione al giovane è stato un chiaro tentativo di omicidio, aggravato da motivi “abietti e futili quali essere il figlio di Bettarini” al quale si aggiungono le lesioni alla ragazza e il porto del coltello.