Niccolò Bettarini aggredito a Milano, processo immediato per 4 fermati

di Redazione Blitz
Pubblicato il 30 agosto 2018 16:37 | Ultimo aggiornamento: 30 agosto 2018 17:50
Niccolò Bettarini, a processo i 4 fermati per tentato omicidio

Niccolò Bettarini aggredito a Milano, processo immediato per 4 fermati

MILANO – I quattro giovani fermati per l’aggressione a Niccolò Bettarini alla discoteca Old Fashion a Milano sono stati mandati a processo immediato dal gip del tribunale. I 4 fermati dovranno rispondere il prossimo 13 novembre in aula della accuse di tentato omicidio nei confronti del figlio dell’ex calciatore Stefano Bettarini e di Simona Ventura.

Da quanto si è saputo, però, tutti e quattro i giovani, ancora in carcere, nei prossimi giorni potrebbero chiedere di essere giudicati con rito abbreviato, a porte chiuse e che prevede lo sconto di un terzo sulla pena in caso di condanna. A questo punto sarà un gup a dover fissare la data di inizio del processo.

Nell’ordinanza di custodia in carcere il gip Pepe aveva spiegato che Davide Caddeo, difeso dal legale Antonella Bisogno e accusato di aver materialmente sferrato le otto coltellate, Alessandro Ferzoco (difeso dall’avvocato Mirko Perlino), Andi Arapi (con l’avvocato Simona Uzzo) e Albano Jakej (con il legale Daniele Barelli) si erano “certamente” prefigurati che quel pestaggio e quei fendenti in “parti vitali” con una lama da 20 centimetri “avrebbero comunque potuto produrre conseguenze mortali”, anche in considerazione della “loro superiorità numerica e della violenza della loro azione”. Da qui l’accusa di tentato omicidio, riconosciuta dal giudice.

Da quella “brutale aggressione” Niccolò, 19 anni, era riuscito a salvarsi soltanto grazie all’intervento della fidanzata e di alcuni amici e, in particolare, di uno di questi che si era gettato nella mischia ed era riuscito a fare in modo che, dopo l’ultimo fendente, la “furia aggressiva” del branco si placasse. Nel frattempo, le indagini condotte dalla Squadra mobile sono andate avanti per identificare anche gli altri giovani che avrebbero preso parte al blitz violento. Questa tranche d’inchiesta risulta ancora aperta.