Niccolò Bettarini, il pm vuole chiedere il processo immediato per i 4 fermati

di redazione Blitz
Pubblicato il 11 luglio 2018 22:39 | Ultimo aggiornamento: 12 luglio 2018 0:10
Niccolò Bettarini, il pm vuole chiedere il processo immediato per i 4 fermati

Niccolò Bettarini, il pm vuole chiedere il processo immediato per i 4 fermati

MILANO – Processo immediato per i quattro fermati, accusati dell’aggressione a calci, pugni e coltellate ai danni di Niccolò Bettarini, figlio di Stefano e Simona Ventura, avvenuta lo scorso 1 luglio davanti alla discoteca Old Fashion di Milano. [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] Il pm Elio Ramondini e gli investigatori della Squadra mobile stanno ancora lavorando per identificare tutte le persone indagate in concorso per tentato omicidio. Ma la procura di Milano è pronta a chiedere, nelle prossime settimane, il rito immediato per il branco.

Da quanto sinora riscontrato, sembrerebbe che il coltello, usato da Davide Caddeo, il 29enne che era stato anche sottoposto a sorveglianza speciale, sarebbe passato di mano in mano dopo il blitz contro Bettarini prima di essere nascosto. Ma non è stato ancora ritrovato. Intanto, per Bettarini e i suoi familiari un avvocato dello studio Coppi ha preso contatti con i pm per seguire il procedimento. E sempre in Procura è arrivata anche la denuncia relativa ad un’altra aggressione meno grave, avvenuta nella stessa discoteca a fine giugno, ma che non risulta collegata a quella del primo luglio.

Per il gip, che nei giorni scorsi ha disposto per i quattro la custodia cautelare in carcere, Davide Caddeo, accusato di aver sferrato le otto coltellate, Alessandro Ferzoco, Andi Arapi e Albano Jakej, si sarebbero “certamente” prefigurati che quel pestaggio e quei fendenti in “parti vitali” con una lama da 20 centimetri “avrebbero comunque potuto produrre conseguenze mortali”, anche in considerazione della “loro superiorità numerica e della violenza della loro azione”.

Di qui l’accusa di tentato omicidio, ma anche quella di lesioni per i calci sferrati alla fidanzata di Bettarini che era intervenuta in sua difesa. Da quella “brutale aggressione”, infatti, il 19enne era riuscito a salvarsi soltanto grazie all’intervento della fidanzata e di alcuni amici e, in particolare, di uno di questi che si era gettato nella mischia ed era riuscito a fare in modo che, dopo l’ultimo fendente, la “furia aggressiva” del branco si placasse.

Mentre le indagini proseguono per arrivare ad identificare gli altri giovani che avrebbero preso parte al blitz violento, il pm nelle prossime settimane dovrebbe chiedere il giudizio con rito immediato per i quattro che si trovano a San Vittore. Significa che si salta la fase dell’udienza preliminare e poiché dagli atti di indagine risulta che una certa prova di colpevolezza è evidente e non serve dibattere in merito. Il pm chiede il giudizio immediato in sostanza per ridurre le lungaggini del processo, soprattutto in presenza di una prova schiacciante.

Nel frattempo, la procura di Milano (ma non lo stesso pm)  indaga anche su una rissa che sarebbe avvenuta all’interno della discoteca qualche giorno prima.

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