Nicholas Green, Francesco Mesiano chiede revisione processo: “Non ho ucciso io quell’angelo”

di redazione Blitz
Pubblicato il 2 Ottobre 2019 14:45 | Ultimo aggiornamento: 2 Ottobre 2019 14:45
Nicholas Green, Francesco Mesiano chiede revisione processo: "Non ho ucciso io quell'angelo"

Il piccolo Nicholas Green ucciso in un tentativo di rapina sulla Salerno-Reggio Calabria nel 1994

ROMA – “Non ho ucciso Nicholas Green”. Così Francesco Mesiano, l’uomo condannato a vent’anni per l’omicidio del bimbo americano di 7 anni morto l’11 ottobre del 1994 durante un tentativo di rapina sulla Salerno-Reggio Calabria, ha scritto in una lettera al Quotidiano del Sud in cui chiede una revisione del processo. 

Il piccolo Nicholas, 25 anni orsono, era in viaggio in Italia con i genitori Reginald e Margaret e la sorellina Eleanor, di 4 anni. Stavano percorrendo l’autostrada per raggiungere la Sicilia.

Mesiano, che già in passato si è più volte detto estraneo alla vicenda, venne assolto in primo grado ma condannato poi in appello con sentenza divenuta definitiva, insieme con Michele Iannello, condannato all’ergastolo, che si è sempre detto anche lui estraneo all’omicidio.

A distanza di 25 anni, nella lettera, Mesiano ribadisce la propria innocenza e confida ancora in una revisione del processo. “Settembre è il mese degli angeli – scrive – come lo fu per Nicholas che perse la vita il 29 settembre del ’94, giorno di San Michele Arcangelo. Anche per me quel giorno era e resta un momento di dolore perché agli occhi della giustizia ho concorso ad uccidere quell’angelo”.

“La mia pena – sostiene ancora Mesiano – è servita, però, solo per fini propagandistici, a nascondere i veri assassini di Nicholas. Per la coscienza di qualcuno è stato giusto fare di me un comodo agnello sacrificale. La giustizia ha fatto un grave errore condannando chi non ha colpe”. “Spero solo un giorno – conclude – che Dio faccia trionfare la verità. Ho pagato da innocente la morte di Nicholas”. 

Fonte: Ansa