Nick Sloane, chi è l’uomo che ha raddrizzato la Costa Concordia (foto e video)

di Redazione Blitz
Pubblicato il 17 settembre 2013 10:15 | Ultimo aggiornamento: 17 settembre 2013 11:48
 Nicholas "Nick" Sloane

Nicholas “Nick” Sloane

ISOLA DEL GIGLIO (GROSSETO) – Il cacciatore di relitti, l’eroe del Giglio, l’uomo che sfidò la Concordia, la mente del “parbuckling”, ma chi è Nicholas “Nick” Sloane? Ecco la storia dell’uomo che ha coordinato l’operazione per il “raddrizzamento” della Costa Concordia.

Sudafricano, 52 anni (gran bevitore di birra) Nick Sloane è nato in Zambia ed è residente a Somerset West, Città del Capo. Tre figli  (Nicola e Johnathan di 17 anni e Julia, 10 anni) a casa, sposato con Sandra ma il lavoro spinge Nick  quasi sempre lontano da casa.

Il ‘Senior salvage master’ (il maestro dei salvataggi) della Titan Micoperi che comanda nella control room allestita al Giglio, ha maturato oltre 27 anni di esperienza nel recupero in mare occupandosi del salvataggio e della rimozione di relitti in tutto il mondo: dal Pakistan all’Arabia Saudita, dallo Yemen agli Stati Uniti, dall’Australia alla Papua Nuova Guinea, dal Brasile all’Africa. Ha anche fatto parte del team di intervento della Marina statunitense per l’Afghanistan (2002) e l’Iraq (2003).

Tra i suoi interventi più complessi si segnalano quello del Jolly Rubino, naufragato nel 2002 in seguito ad un incendio e ‘spiaggiato’ sulla costa del Sudafrica. Nel 2011 si è occupato della petroliera ‘Brillante Virtuoso’, attaccata ed incendiata dai pirati al largo di Aden, nello Yemen. Nel 2102 si è dedicato alla portacontainer Rena naufragata davanti alla Nuova Zelanda.

Golfista appassionato, Nick Sloane pur “con modesti risultati”, si diletta anche nella vela e nell’escursionismo ed è estimatore di vini di tutto il mondo ma soprattutto toscani (Chianti e il Tignanello).

Nick Sloane si è subito trovato a suo agio con la comunità dell’Isola del Giglio:

Per il resto il capitano è diventato uno della comunità. Eccome se lo è diventato. Proprio domenica lo ha confermato. Con l’usuale delicatezza. Ha organizzato una commemorazione per il comandante di un rimorchiatore morto alcuni giorni prima in ospedale. Ha allestito la cerimonia sulla nave dove il comandante era imbarcato insieme agli uomini dell’equipaggio; ha chiesto che le altre barche issassero le bandiere a mezz’asta e poi ha pronunciato qualche parola sul molo. Nessuno ha disertato l’appuntamento. Per il lutto, certo. Ma perché l’invito veniva da Sloane, quell’insolito sudafricano con la passione per il rischio, le missioni impossibili e antichi sentimenti italiani.

Questa mattina (16 settembre), alle cinque e mezzo, Sloane è stato assediato da decine di operatori televisivi e fotografi mentre cercava, semplicemente, di fare colazione, in un piccolo bar di Giglio Porto.

“Abbiamo confermato il piano di parbuckling, che è un’operazione piuttosto semplice – ha spiegato ieri Sloane ai cronisti, in tono ironico – Un anno fa c’era qualche preoccupazione in più. Resta il recupero più grande mai tentato per una nave”.