Nicola Alberti, il racconto del poliziotto fuori servizio che soccorre i feriti di un incidente

di Redazione Blitz
Pubblicato il 11 gennaio 2018 9:01 | Ultimo aggiornamento: 11 gennaio 2018 9:01
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La foto dell’incidente scattata da Nicola Alberti

ROMA – Il racconto drammatico di un incidente vissuto dagli occhi di un poliziotto, Nicola Alberti, che aveva appena finito il turno. La sua storia, pubblicata su Facebook, ha ricevuto ad oggi 48mila “mi piace” e più di 11mila condivisioni.

“Cinque pacchetti di fazzoletti, turno finito. Chiamo la mia principessa per dirle che sto arrivando, come sempre la chiamo solo a fine turno, dopo aver timbrato l’uscita, perché i miei turni sono, per così dire, elastici. Ho voglia di tornare a casa, ho anche fame, la pasta che adoro è quasi pronta. Ci ritroviamo tutti a casa dei nonni. Arrivo a metà strada, ma sotto un cavalcavia ci sono due auto di traverso: è un frontale. Accosto, scendo, sono in divisa, ma senza qualifiche. Fuori territorio le perdiamo”, comincia così il racconto dell’agente.

Due feriti su un’auto, tre sull’altra. Il bilancio dell’incidente di cui Nicola Alberti, laureato in scienze politiche a Padova, si è trovato testimone oculare. “Mi avvicino – continua – il conducente di uno dei veicoli è ancora dentro, poi c’è sua moglie e una piccolina che avrà poco più di un anno. Chiamo il 112, rispondono al primo squillo e attivo i soccorsi. […] Sono fuori servizio e lì sono solo. L’uomo è incastrato e servono i Vigili del fuoco. La signora ha il volto sanguinante, la bimba sembra incolume, gli altri due sono feriti più lievemente. Li invito ad andare a margine della strada (è buio) e le macchine fumano. Prendo la signora e la sposto a lato, prendo la bimba in braccio, mi sorride. La mamma è in stato di shock, invece la sua bimba è felice come una Pasqua, il marito è in auto privo di sensi. Vorrei togliere il sangue dal volto di quella madre. Lei si ricorderà per sempre questa sera e vorrei proteggerla, vorrei che quel suo sorriso non fosse bagnato dal sangue e turbato da quel dolore che stanno provando i suoi genitori. Mi trovo con 5 pacchetti di fazzoletti è solo in quel momento che mi accorgo che non sono affatto solo. Intorno a me ci sono altre persone, tante altre brave persone. […] Mi chiedono come possono essere utili. Un signore indossa il giubbotto rifrangente, un altro diventa la mia ombra. Una giovane coppia mi dice che ha visto tutto […]”.

A quel punto sono arrivati i soccorsi. “Sento le sirene, arriva un’automedica. Arriva anche un’infermiera che, come me, è fuori servizio e prende in braccio la bambina. Il signore, finalmente, viene estratto”.

Nicola chiude il racconto con un pensiero rivolto al popolo italiano. “Basta descrivere gli Italiani come un popolo di ladri, furbetti, delinquenti. Certo, ci sono anche loro, ma in quella strada, in mezzo al dolore, io ho visto, ancora una volta, il cuore dell’Italia che incontro ogni giorno, quella per cui non mi stanco mai di lavorare”.