Nicola Longo, agente dei servizi segreti: “Cesare Battisti è sempre stato coperto da politici”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 18 gennaio 2019 14:58 | Ultimo aggiornamento: 18 gennaio 2019 14:58
Nicola Longo, agente dei servizi segreti: "Cesare Battisti è sempre stato coperto da politici"

Nicola Longo, agente dei servizi segreti: “Cesare Battisti è sempre stato coperto da politici” (Foto Ansa)

ROMA – Nicola Longo, il poliziotto dei servizi segreti che nel 1978 stava per arrestare Cesare Battisti, commenta la cattura in Bolivia e l’estradizione in Italia: “Battisti è sempre riuscito a farla franca perché aiutato da una corrente politica e da alcuni politici. Lui come altri terroristi”.

Longo, agente infiltrato nella criminalità per Sisde, Sismi e Dea americana, ha parlato in una intervista a Radio Cusano Campus. “Tra il 1977 e il 1978, dopo l’uccisione del collega della Digos Andrea Campagna, mio amico e conterraneo visto che era calabrese, per me sarebbe stata una questione di orgoglio arrestare il suo assassino Cesare Battisti: come si dice in gergo poliziesco, sarebbe stato un bell’arresto. In quel periodo – ha spiegato Longo – io operavo sotto copertura a Ceccano, nel frusinate, e arrestai un ex rapinatore protagonista di un’estorsione ai danni della moglie di un industriale. L’uomo l’aveva minacciata di uccidergli i figli se non avesse pagato. Alla fine venne fuori che questo rapinatore era legato a una banda di malviventi nella quale figurava anche Cesare Battisti. Purtroppo però non riuscimmo a trovare niente di concreto per incastrare Battisti, che quindi riuscì a cavarsela; anche perché Battisti è stato sempre aiutato da una corrente politica e da esponenti politici di quel periodo. E quasi certamente anche di recente è stato aiutato, visto che è stato difficile catturarlo, nonostante l’Italia nel mondo sia al primo posto come investigatori e come intelligence. Molti Paesi ci invidiano per questo: per la bravura ed efficienza dei nostri servizi segreti. Quindi non sarebbe stato difficile arrestare Cesare Battisti e riportarlo in Italia molto prima”.

Come Battisti, continua Longo, “anche tanti altri terroristi sono stati aiutati e coperti da personaggi del nostro Paese. Ora, forse il vento sta cambiando e presto tanti altri finiranno dietro le sbarre come meritano. Perché è scandaloso vedere ex terroristi che addirittura tengono lezioni nelle università. E’ vergognoso tutto ciò e accade solo in Italia; io parlo spesso con colleghi stranieri, soprattutto americani, i quali fanno fatica a crederci. Comunque, Cesare Battisti negli anni ’70 era un personaggio notevole, con una personalità multipla. Aveva una grande fantasia, una grande creatività, amava il rischio, si esponeva in prima persona. Fondamentalmente era un criminale, un assassino, sia mandante che esecutore. Più bandito che ideologo. L’ideologia gli ha fatto comodo per giustificare i suoi crimini”.