Nicola Marra morto sugli scogli dopo la discoteca: “Piangeva e aveva le vampate”

di redazione Blitz
Pubblicato il 4 aprile 2018 12:07 | Ultimo aggiornamento: 4 aprile 2018 12:09
Nicola Marra morto sugli scogli dopo la discoteca: "Piangeva e aveva le vampate"

Nicola Marra morto sugli scogli dopo la discoteca: “Piangeva e aveva le vampate”

POSITANO – “Piangeva” e “aveva le vampate”, Nicola Marra, il giovane trovato morto sugli scogli dopo una notte in discoteca a Positano.

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Chi lo ha visto quell’ultima tragica notte, di sabato 31 marzo, racconta di una serata trascorsa al bar a bere forse qualche bicchiere di troppo. Lì al Music on the rocks è stato visto per l’ultima volta. Poi Nicola non ha più fatto ritorno a casa. Per i familiari sono state ore di angoscia, fino al tragico ritrovamento, il giorno di Pasquetta. Il suo cadavere era in un vallone a poca distanza dal centro abitato.

Nicola Marra, 21enne napoletano del quartiere Chiaia, era un ragazzo per bene, raccontano gli amici. La mamma, Maria Teresa Incisetto, è un noto e stimato avvocato matrimonialista, il papà Antonio, lavora al Cnr. Nicola era studente con profitto di Giurisprudenza alla Luiss Guido Carli di Roma. Era ritornato a casa per le vacanze di Pasqua e sabato sera si era concesso una serata di svago con due amiche.

Fino all’ultimo, quella sera, era rimasto indeciso se passare la serata a Capri oppure a Positano. Al Music, racconta Roberto al quotidiano Il Mattino, “c’era andato insieme con due amiche di Pozzuoli. In questo periodo Nicola non era fidanzato, non aveva una ragazza fissa. Amava la vita, gli piaceva divertirsi, ma sempre nei limiti e senza esagerare”.

Così si è messo in auto, era una sera piovosa, e ha imboccato l’autostrada per raggiungere Positano. Probabilmente aveva già bevuto prima di entrare in discoteca: nella sua auto sono state trovate delle bottiglie. Sicuramente ha continuato a bere all’interno del locale. Ed è qui che cominciano le prime anomalie.

Quando sta per uscire dalla discoteca Nicola è visibilmente alterato dall’alcol, non trova il tagliando per ritirare il cappotto, particolare che – viene riferito – lo ha particolarmente spazientito. Malgrado le amiche cerchino di farlo desistere, lui si incammina comunque verso il paese. Le ragazze pensano che voglia raggiungere la macchina o forse solo prendere un po’ d’aria, per placare gli stati di malinconia che poco prima lo avevano portato anche alle lacrime.

Poi c’è il particolare più inquietante: qualcuno racconta di averlo riconosciuto mentre, poco prima delle cinque, provava a scavalcare un cancello sul viale principale di accesso al locale, sotto una pioggia battente e mentre il vento agitava il mare. Qualcuno gli avrebbe anche urlato: “Fermati! Che fai?”. Ma sono circostante tutte da verificare. Come la voce secondo la quale, dal mare, “dalla zona della spiaggia si sentiva distintamente una voce che invocava aiuto”.

Intanto le amiche che erano con lui, si preoccupano ma incontrano altri amici della comitiva di Nicola che le rassicurano dicendo che spesso fa così, ma che poi torna sempre. Cercano anche di contattarlo al cellulare ma inutilmente: il ragazzo, infatti, ha smarrito il telefono all’interno della discoteca e alla chiamata risponde una giovane che l’ha trovato. Essendo rimaste senza un passaggio per rientrare a Napoli, le due giovani vengono ospitate da quegli amici in una casa che avevano affittato a Positano per le vacanze pasquali. Trascorrono la notte lì e solo al mattino si rendono conto che di Nicola non c’è più traccia.

Un buco lungo diverse ore, durante le quali non si sa che cosa abbia fatto e cosa abbia pensato il ventenne da solo in una notte di pioggia e vento. Dalle telecamere visionate dai carabinieri della Compagnia di Amalfi, si vede Nicola incamminarsi solo fuori dalla discoteca. Le immagini lo ritraggono mentre si leva la camicia e la mette tra i denti, prima di smarrirla lungo il suo percorso. Camicia che verrà ritrovata dagli abitanti della zona. Il suo corpo senza vita sarà trovato solo il lunedì, poco distante da lì, in un vallone.

Sarà ora l’autopsia a stabilire cosa abbia portato alla morte del giovane. L’esame, che sarà eseguito con molta probabilità mercoledì 4 aprile, nell’ospedale Ruggi di Salerno, potrebbe riavvolgere il nastro e fare luce su quello che è successo nelle tragiche ore successive alla scomparsa del ragazzo.

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