Nicole Di Pietro, ministero diffida Regione Sicilia: “Inadempiente su nascite”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 3 Marzo 2015 0:07 | Ultimo aggiornamento: 3 Marzo 2015 0:07
Nicole Di Pietro, ministero diffida Regione Sicilia: "Inadempiente su nascite"

Nicole Di Pietro, ministero diffida Regione Sicilia: “Inadempiente su nascite”

CATANIA – Dopo la morte di Nicole Di Pietro il ministero della Salute ha diffidato la Regione Sicilia perché “inadempiente dal 2012 sul percorso nascita“. Nonostante i finanziamenti ricevuti nel 2009 per mettere in sicurezza il piano nascite, spiega il rapporto voluto dal ministro Beatrice Lorenzin, la regione ha seguito soltanto in parte le operazioni da portare a termine.

Ora il ministero ha dato una scadenza al governo della Sicilia: entro il 30 giugno 2015 sono 6 gli interventi improcrastinabili, pena l’invio di un commissario ad acta. Per il 31 dicembre 2015 poi il ministero ha già fissato un nuovo rapporto sulla situazione degli ospedali, per evitare che altri bimbi e le loro mamme possano rivivere la situazione della mancanza di un letto, situazione che ha portato alla morte della piccola Nicole.

Tra i sei punti che la regione è chiamata a risolvere il prima possibile ci sono il servizio di trasporto in emergenza della madre e del neonato, i punti nascita, le Unità di terapia intensiva neonatale (Utin) e le subintensive, il piano di formazione, l’integrazione ospedale-territorio e l’attività dei comitati Percorso nascita regionale e Percorso nascita aziendali.

Per il servizio di trasporto in emergenza della madre e del neonato la Regione Siciliana dovrà definire le modalità di gestione del modello organizzativo, l’elaborazione di protocolli operativi per la gestione della comunicazione tra cliniche private, ospedale e 118, e attivare i servizi nelle aeree non coperte dal servizio e un sistema di verifica e monitoraggio semestrale.

Sui punti nascita è stata chiesta l’attuazione del piano di riorganizzazione della rete in Sicilia. Disposta anche la chiusura delle strutture con meno di 500 parti l’anno, e occorrerà l’approvazione del ministero della Salute su eventuali eccezioni. Saranno necessari controlli semestrali e c’è il consiglio di sospendere i parti a domicilio, salvo garantire la tutela di madre e neonato anche in casi di emergenza.

Sulle Utin il ministero sollecita un piano regionale con un sistema informatizzato collegato al 118. Sulla formazione si dispone un piano triennale per tutti gli operatori sanitari. L’integrazione ospedale-territorio prevede i servizi locali coinvolti nella gestione della gravidanza. Il ministero della Salute sollecita infine la Sicilia a preparare un report sulle attività dei comitati di Percorso nascita sia regionale che aziendali.

Il documento oltre a contenere indicazioni è al tempo tempo stesso una diffida alla Regione Sicilia: il ministero annuncia controlli e verifiche sui sei punti, pronto a intervenire in caso di mancata realizzazione con la nomina di un commissario ad acta per l’attuazione delle misure indicate.