Nicole Minetti non è al processo d’appello Ruby bis: “Vive a New York e fa la dj”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 5 febbraio 2018 13:31 | Ultimo aggiornamento: 5 febbraio 2018 13:31
Nicole Minetti non va in aula al processo d'appello Ruby bis: vive a New York e fa la dj

Nicole Minetti non è al processo d’appello Ruby bis: “Vive a New York e fa la dj” (foto d’archivio Ansa)

MILANO – “Ora lei vive a New York e fa la dj tra gli Stati Uniti e Londra, non ha più alcuna ambizione politica”. Così uno dei suoi legali, l’avvocato Paolo Righi, ha descritto la nuova vita di Nicole Minetti, ex igienista dentale, ex soubrette ed ex consigliera lombarda del Pdl, per la quale a Milano è iniziato il processo d’appello ‘bis’ per il caso Ruby bis con al centro l’accusa di favoreggiamento della prostituzione per le serate nella villa di Silvio Berlusconi ad Arcore che vede imputato anche l’ex direttore del Tg4 Emilio Fede, anche lui non in aula stamani.

Il nuovo appello è cominciato a distanza di quasi 2 anni e mezzo da quando la Cassazione, nel settembre del 2015, decise di annullare con rinvio le condanne a 4 anni e 3 mesi per il giornalista e a 3 anni per l’ex showgirl. Nel primo processo d’appello sul caso ‘Ruby bis’ era venuta meno l’accusa più grave, ossia quella di aver favorito la prostituzione dell’allora 17enne Ruby, e a carico dei due imputati era rimasta l’accusa di favoreggiamento della prostituzione delle giovani maggiorenni e, per il solo Fede, quella del tentativo di indurre alla prostituzione altre tre ragazze che, invece, avevano detto ‘no’. La Cassazione, però, nel disporre un appello ‘bis’ aveva parlato di un “vuoto motivazionale grave” della sentenza di secondo grado.

“Con Fede – ha spiegato il legale Righi, che assiste Minetti assieme all’avvocato Pasquale Pantano – è rimasta l’unica imputata del caso Ruby e vuole che venga finalmente fatta giustizia in questo processo. In Italia torna solo per vedere la famiglia”. Il prossimo 5 marzo parleranno il sostituto pg di Milano Daniela Meliota, le parti civili e le difese.

In aula erano presenti, davanti ai giudici della quarta sezione penale d’appello (collegio Caroselli-Lai-Pirola), l’ex miss Piemonte Chiara Danese (rappresentata dal legale Mauro Rufino) e la modella Imane Fadil (con il legale Paolo Seveso), testimoni ‘chiave’ dell’accusa sulle serate a Villa San Martino e parti civili nel processo a Fede, assistito dai legali Salvatore Pino e Maurizio Paniz, e Minetti. Parte civile, sempre con il legale Rufino, la modella Ambra Battilana, che non era in aula.

“Sorprendentemente”, avevano spiegato i giudici della Cassazione, nonostante la “meticolosità con la quale si è soffermata sui concetti generali in tema di prostituzione, induzione e favoreggiamento”, la Corte di Appello di Milano nel suo verdetto aveva descritto bene il “format” di quanto avveniva nella villa di Arcore con l’intermediazione di Fede e Minetti, ma la sentenza presentava “un vuoto motivazionale grave”, perché non ha accertato a carico dei due imputati fatti concreti in relazione alle singole ragazze che avrebbero cercato di far prostituire. Da qui il nuovo processo d’appello. Il 5 marzo dovrebbero discutere tutte le parti e poi in un’altra udienza arriverà la sentenza.

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