Nicole Minetti, la difesa: aiutò le Olgettine a esercitare il suo diritto a prostituirsi. Come Cappato con Dj Fabo

di Redazione Blitz
Pubblicato il 7 maggio 2018 12:48 | Ultimo aggiornamento: 8 maggio 2018 10:11
Nicole Minetti, la difesa: aiutò Ruby a esercitare il suo diritto a prostituirsi. Come Cappato con Dj Fabo

Nicole Minetti, la difesa: aiutò Ruby a esercitare il suo diritto a prostituirsi. Come Cappato con Dj Fabo

ROMA – Come nel caso di dj Fabo, morto in Svizzera col suicidio assistito, Marco Cappato ha solo aiutato quell’uomo nell’esercizio “di un diritto”, ossia la “libertà di decidere della propria vita”, anche Nicole Minetti, ex consigliera lombarda, avrebbe solo dato un aiuto alle giovani ospiti alle serate di Silvio Berlusconi ad Arcore “nell’esercizio libero della prostituzione”, che rientra anche questo nella “libertà di autodeterminarsi”.

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Così uno dei legali dell’ex showgirl, l’avvocato Pasquale Pantano, ha posto davanti alla Corte d’Appello di Milano nel secondo grado ‘bis’ del processo ‘Ruby bis’, anche a carico di Emilio Fede, la questione di illegittimità costituzionale della legge Merlin. Le due difese hanno chiesto in prima battuta l’assoluzione per i loro assistiti e in subordine hanno sollevato la questione di incostituzionalità del favoreggiamento della prostituzione quando “non c’è costrizione ma libero esercizio”. E in tema di libertà la difesa di Minetti si è richiamata all’ordinanza sul caso dj Fabo. La decisione dei giudici arriverà nel pomeriggio.

Nella scorsa udienza il sostituto pg Daniela Meliota ha insistito sulla tesi del “sistema prostitutivo” per chiedere sia di respingere la questione di illegittimità costituzionale che la conferma delle condanne per l’ex direttore del Tg4 e per l’ex consigliera lombarda, rispettivamente a 4 anni e 10 mesi e a 3 anni. Il nuovo procedimento d’appello ‘bis’ è scaturito dalla decisione della Cassazione del settembre 2015 di rinviare gli atti ad un altro giudizio di secondo grado per colmare alcune “lacune motivazionali” della sentenza.

“Non si comprende come possa essere criminologicamente rilevante – ha spiegato l’avvocato Pantano – aiutare qualcuno nell’esercizio libero della prostituzione, in una società che si è evoluta rispetto alla prostituzione degli anni ’40 a cui si riferisce la legge Merlin. All’epoca – ha aggiunto – non c’erano le escort che oggi si offrono liberamente”. E ancora: “Se non c’è violazione della sfera di libertà, come avviene invece nella tratta delle prostitute ‘schiave’, non c’è reato”.

E per sostenere la tesi il legale si è richiamato anche all’ordinanza della Corte d’Appello di Bari che ha deciso di inviare gli atti alla Consulta sulla legge Merlin nel processo d’appello sulle escort portate, tra il 2008 e il 2009, dall’imprenditore Gianpaolo Tarantini nelle residenze dell’allora presidente del Consiglio. Oltre che alla “prestigiosa” ordinanza nel processo a Cappato “sulla libertà di decidere della propria vita”.

E se la difesa di Minetti ha chiesto l’assoluzione dall’accusa di aver favorito la prostituzione di sette giovani, uno dei legali di Fede, l’avvocato Salvatore Pino, ha chiesto venga assolto dalle accuse di tentata induzione di Ambra Battilana, Chiara Danese e Imane Fadil (parti civili) e dal favoreggiamento di altre tre ragazze (tra loro Roberta Bonasia “la prediletta di Berlusconi”), tra cui la stessa Ruby (“episodio questo, tra l’altro, prescritto”, ha aggiunto il legale).