Cronaca Italia

Nicolina e Noemi, l’allarme inascoltato delle madri: chiesero aiuto, sono state lasciate sole

Nicolina e Noemi, l'allarme inascoltato delle madri: chiesero aiuto, sono state lasciate sole

Nicolina e Noemi, l’allarme inascoltato delle madri: chiesero aiuto, sono state lasciate sole

ROMA – Nicolina e Noemi, l’allarme inascoltato delle madri: chiesero aiuto, sono state lasciate sole. Nicolina Pacini e Noemi Durini, 15 e 16 anni, la prima uccisa con un colpo di pistola in pieno volto, forse finita a sassate la seconda, vittime soprattutto di contesti familiari oscuri e inquietanti. Non finiscono qui purtroppo le similitudini di questa doppia tragedia: ad annodare i fili delle due vicende c’è l’appello inascoltato delle madri delle due ragazze, il fatto che dalla magistratura all’assistenza sociale non siano arrivate tempestivamente sostegno e protezione. La sensazione che le tragedie si potevano evitare.

Valgono anche per Nicolina le parole del ministro della Giustizia Orlando sulla morte di Noemi: “Ci sono tre cose che dobbiamo tenere in considerazione e su cui dobbiamo lavorare. La prima è la giustizia: vediamo se in questa situazione i campanelli d’allarme hanno suonato in tempo e adeguatamente. Io ho mandato gli ispettori per questo”.

Nel caso di Noemi la madre incolpa gli assistenti sociali e accusa di inerzia la Procura per i minori di Lecce cui era pervenuta la denuncia della mamma di Noemi contro il fidanzato 17enne della ragazza. Sulla vicenda anche la prima commissione del Csm ha chiesto al comitato di Presidenza l’apertura di una pratica: ispettori e Csm dovranno verificare anche un altro particolare finora inedito, anche la famiglia del ragazzo, a 15-20 giorni di distanza dalla denuncia della famiglia Durini, aveva denunciato la ragazza per stalking.

Nel caso di Nicolina, la mamma, appena uscita di prigione e residente in Toscana, lontana da Ischitella in provincia di Foggia dove è stata uccisa la figlia, se la prende con gli assistenti sociali. “I miei figli erano in affidamento ai miei ed io ho avvertito che sarebbe successo qualcosa, nessuno mi ha dato retta. Io non c’ero, ma i miei che li avevano in affido dov’erano? Non doveva prendere il pullman visto che c’erano delle denunce in corso, ma dovevano accompagnarla loro a scuola”, ha scritto su Facebook.

“E l’assistente sociale del Comune di Ischitella – accusa la mamma – che mi aveva assicurata che dai miei stavano benissimo? Complimenti!” L’avevo “supplicata – aggiunge – di portarli in un altro posto perché sapevo che sarebbe successo tutto questo. Non mi ha ascoltato, anzi ha detto: ‘Stanno bene dove stanno'”.

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