Niente toilette se non paghi la consumazione

Federica Ionta*
Pubblicato il 25 Marzo 2010 10:45 | Ultimo aggiornamento: 25 Marzo 2010 10:45

Per usare il bagno del bar è obbligatorio consumare qualcosa. Si conclude con questa sentenza l’eterna controversia sull’opportunità per i non clienti di usare la toilette di caffetterie e ristoranti, finita nelle aule del tribunale amministrativo della regione Toscana.

Secondo i giudici toscani, che hanno così accolto il ricorso della Federazione italiana pubblici esercizi contro il comune di Firenze, « l’uso del bagno all’interno dei pubblici esercizi è un servizio privato fornito ai consumatori e non un servizio a disposizione di tutti i passanti».

Era stato proprio il comune di Firenze ad approvare la delibera che obbligava i locali pubblici a mettere a disposizione anche dei non clienti i propri servizi igienici. Ma i commercianti, stanchi dei numerosi atti vandalici e dei furti avvenuti nei bagni, hanno fatto ricorso al Tar, vincendo.

«Dispiace essere dovuti arrivare ad un braccio di ferro con l’amministrazione», commenta il presidente della Fipe, Lino Enrico Stoppani, «Ma il comune non può scaricare sugli esercenti i compiti che gli spettano, come per esempio dotare le città di servizi igienici per il pubblico come avviene in tutte le città d’Europa».

Ai passanti, insomma, deve pensare il comune: costruendo più bagni pubblici nelle strade della città.

* Scuola di Giornalismo Luiss