Nilde Caldarini non morì per un infarto. A ucciderla fu il sasso scagliato contro il suo parabrezza

di Redazione Blitz
Pubblicato il 9 febbraio 2018 12:45 | Ultimo aggiornamento: 9 febbraio 2018 12:45
I rilievi dei carabinieri (foto Ansa)

I rilievi dei carabinieri (foto Ansa)

MILANO – Nilde Caldarini, 62 anni, non morì di infarto ma morì perché colpita dalla pietra lanciata da un cavalcavia. Era il 10 novembre quando la donna – che viaggiava con la sua auto insieme a quattro amici – fu centrata da una pietra scagliata da un terrapieno al lato di una strada a Cernusco sul Naviglio (Milano).

La piccola comitiva, nell’auto c’erano cinque persone, faceva parte di un gruppo di preghiera che stava tornando a casa, verso le 23.30, da Pontirolo Nuovo, nel Bergamasco, e che percorreva la strada provinciale 121 Pobbiano-Cavenago nel comune di Cernusco sul Naviglio. All’inizio si era ipotizzato che la donna fosse morta per un infarto. Ma secondo le ultime consulenze medico-legali ora lo scenario è cambiato.

Intanto vanno avanti le indagini, condotte dai carabinieri e coordinate dal pm Bonardi, per arrivare a individuare il responsabile ma, da quanto si è saputo, sono complicate dal fatto che non ci sono telecamere nella zona del terrapieno e che non sono arrivate indicazioni utili dai testimoni ascoltati.

L’inchiesta ipotizza il reato di omicidio volontario con dolo eventuale, per gli inquirenti cioè chi lanciò la pietra quella sera accettò consapevolmente il rischio di poter uccidere.